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Gli sfollati di Monclassico e Presson: «Nessuna paura, valigia sempre pronta»

Una ventina i residenti precauzionalmente fuori casa fino a domani

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«Diciamo che è un po’ come tornare agli anni in cui gareggiavamo: sempre con la valigia aperta».

Il disagio legato al trasloco forzato, Veronica Cavallar ed il marito Bruno Carrara lo vivono quanto più possibile con il sorriso: la coppia, con i tre figli, è tra la ventina di persone che almeno fino a domani dovrà rimanere lontano dalle proprie abitazioni a Presson e Monclassico, in valle di Sole. Le loro case sorgono nella fascia di sicurezza che va evacuata precauzionalmente in caso di allerta slavine con livello di rischio 2, scattata nella serata di domenica nell’ambito del piano valanghe per la val San Valentino e la val del Merlo e che riguarda le abitazioni che sorgono ai piedi del conoide che si trova sotto Montes e Bolentina. Sono interessati gli edifici che sorgono nella parte alta di via San Vigilio e via Borgo.

«In realtà questa volta non ci aspettavamo che le autorità dovessero procedere con l’evacuazione delle nostre case - spiega Veronica, trentaseienne ex azzurra di sci nordico, ritiratasi nel 2013 - perché di neve in altre occasioni ne è scesa anche di più. Come ad esempio l’ultima volta, nel 2014. Era febbraio mi pare e c’erano quattro metri di neve a gravare sul pendio sopra la zona in cui viviamo. Ora la situazione non è certo a quei livelli. Ci hanno spiegato, però, che le condizioni sono particolarmente delicate: la neve in questi giorni si è alternata con la pioggia e si tratta di una circostanza che favorisce l’instabilità e, dunque, nella quale il rischio di slavine inevitabilmente cresce. Poco male, si prendono le proprie cose e si va: siamo abituati».

Senza lasciare eccessivo spazio alla paura: «Viviamo in montagna ed è normale nevichi. E poi stiamo in un punto in cui è sempre stato così: finché si tratta di misure precauzionali va tutto bene. Anche perché comunque non siamo esposti direttamente a grossi rischi: sopra le case, a monte della chiesa, hanno realizzato barriere paravalanghe e possiamo sentirci al sicuro».

La famiglia Carrara (anche Bruno, quarantadue anni, anche lui ex fondista azzurro) ha subito trovato massimo sostegno da parte dell’amministrazione comunale, come spiega ancora Veronica: «Cinque anni fa eravamo in tre e avevamo potuto trasferirci da mia mamma. Ora che nel frattempo siamo in cinque è tutto un po’ più complicato, ma il Comune ha trovato una sistemazione in albergo qui vicino. Nessun problema».

L’unica speranza, ora, è che l’allerta possa rientrare nei tempi previsti: «Lunedì nostro figlio compie gli anni e sarebbe un peccato non poterlo festeggiare a casa. Anche per i piccoli, comunque, non ci sono particolari problemi. Anzi, vivono il tutto come una piccola vacanza inattesa, meglio così».

Sui tempi di rientro in casa anche il sindaco di Dimaro Folgarida Andrea Lazzaroni è ottimista: «Le previsioni per i prossimi giorni sono buone. Oggi (ieri, ndr) neve ne è caduta ancora, ma in quota, a Folgarida, con altri 35 centimetri, mentre nel fondovalle ha piovuto. Domani (oggi, ndr) ci incontreremo ancora con la commissione valanghe e si valuterà se mantenere l’allerta anche oltre giovedì oppure no. Valuteremo tutto con la massima cautela e prudenza per garantire la sicurezza dei residenti, ma si può essere ottimisti sul fatto che l’allerta non debba perdurare oltre e dunque l’ordinanza non debba essere prorogata».

In valle, nel frattempo, permangono numerosi i disagi alla circolazione: la statale 42 resta chiusa tra Vermiglio ed il passo Tonale ed a peggiorare la situazione per quel che riguarda la circolazione in zona ci si è messo anche lo scarso buonsenso di alcuni camionisti. Hanno ignorato i divieti ben visibili all’altezza dell’abitato di Fucine, inerpicandosi con i loro mezzi pesanti verso Vermiglio. A causa della neve caduta in mattinata non sono riusciti più a proseguire verso il passo, causando colonne di veicoli a Vermiglio.

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