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Caos Comunità di Valle: l'allarme del sindaco Mucchi su enti svuotati e congelati

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foto gigizoppello @ladige

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La nebbia che avvolge il futuro delle Comunità di valle, mai amate dalla Lega (che propose anche un referendum per cancellarle) e ora in balia di una riforma avviata dalla giunta Fugatti di cui non si sa ancora nulla, ha aleggiato tra i banchi dell’ultimo consiglio comunale di Cles dove, oltre a parlare di programma di legislatura e a discutere di Ztl, ci si è occupati di nomine. Tra cui, appunto, quelle per la nuova assemblea di Comunità, costituita ora - stando alla legge legge 6 agosto 2020 numero 6 - soltanto per occuparsi di pianificazione urbanistica, mentre tutto il resto delle competenze (ciclo dei rifiuti, servizi sociali, edilizia pubblica, case popolari e altro) sarà per almeno sei o nove mesi nelle mani del commissario Silvano Dominici e dei funzionari della Comunità.
Su questa assemblea, ma soprattutto sulla nebbia che avvolge la riforma, il sindaco di Cles Ruggero Mucchi ha esternato tutte le proprie perplessità. «La Comunità - ha ricordato Mucchi - ha delle funzioni di carattere urbanistico importanti. Il ruolo della Comunità, che è quello di gestire il coordinamento sovracomunale delle scelte strategiche, si concretizza col Piano territoriale di Comunità (Ptc), previsto dalla legge provinciale che ha definito il Pup 2008. Quindi le Comunità hanno questa competenza per legge provinciale, non per mandato di una giunta piuttosto che di un’altra».
Ma è proprio l’ultima giunta provinciale a finire nel mirino del sindaco di Cles: «Non c’è dubbio che in questo mandato è stato svuotato di molto il ruolo delle Comunità. Alle Comunità sono state demandate sì alcune tematiche come quelle delle aree agricole di pregio, del commercio e delle aree produttive, ma non si è mai potuti entrare nel tema delle opere strategiche, delle infrastrutture primarie, della viabilità. Oggi ci troviamo di fronte a ulteriore svuotamento perché sembra che la giunta provinciale voglia togliere agli enti di valle le competenze di urbanistica e governo del paesaggio e darle ai Comuni». Per il sindaco si tratta di una prospettiva «devastante, perché neppure Cles riuscirebbe a gestire al meglio temi e dinamiche di carattere così ampio».

Intanto, però, l’assemblea si deve nominare, anche se i dubbi sulla sua composizione e reale funzionamento sono tanti. Mucchi ne indica uno, ad esempio: la legge numero 6 stabilisce che a farne parte debbano essere un membro di maggioranza e uno di minoranza indicati da ogni consiglio comunale. «Ma in quei Comuni dove la minoranza non c’è, che in Val di Non sono tanti?». La perplessità esplicitata in aula e più profonda riguarda appunto il futuro della Comunità: «Non sappiamo niente, di sicuro c’è solo la durata dell’assemblea, che dura in carica fino alla cessazione dell’incarico del commissario. Se non ci fosse stata la legge 2008 del Pup, con il commissariamento non ci sarebbe stata neppure l’assemblea. E finché commissario è Silvano Dominici io mi fido, ma poi? Perché la Comunità si occupa di ciclo dei rifiuti, servizi sociali, case popolari e tante altre cose che nessun Comune sarebbe in grado di gestire da solo. E pensare di surrogare l’assemblea dell’ente intermedio con la Conferenza dei sindaci è denigrare la politica. Si tratta di un organo che pensa in modo ampio, mentre un sindaco che viene in Conferenza rappresenta il proprio comune, ed è normale che sia così. Cles, che è capoluogo, magari pensa anche agli altri, ma non c’è da stupirsi che i colleghi pensino ai loro paesi».

L’invito del sindaco ai neoeletti è quindi quello di vigilare e «tenere gli occhi bene aperti» per capire cosa accadrà. Poi, il sindaco ha indicato l’assessore Diego Fondriest come membro per la maggioranza, che sarà anche presidente dell’assemblea (eletto con 12 voti), mentre la minoranza ha scelto di affidarsi alla già esperta Carmen Noldin (per lei 4 voti).

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