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Sciopero della mensa: genitori infuriati, "il cibo non è buono"

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Sciopero “al contrario” oggi alla mensa scolastica di Denno, sia per la scuola primaria, sia per la secondaria. Ad incrociare le braccia non sono gli addetti al servizio, ma i genitori dei ragazzi che frequentano elementari e medie, ritirandoli da scuola all’ora del pranzo, per far sentire ancor più forte la propria voce riguardo l’insoddisfazione sul servizio mensa scolastica.

Più volte gruppi di genitori da Ton, Taio, Denno ed altri centri avevano sollecitato un miglioramento del servizio nelle scuole anauni: le lamentele riguardavano soprattutto le scuole medie, dove i pasti preconfezionati spesso arrivano freddi, e la quantità, dato che al posto delle consuete portate previste spesso tutto viene servito su un piatto unico, che molti genitori giudicano insufficiente per sfamare alunni e studenti.

Ora dalle parole si passa ai fatti. Negli ultimi giorni era stato ipotizzato anche di spostare la protesta, per dar modo a genitori di altre scuole di partecipare; servirebbe però del tempo, perché gli stessi si devono organizzare per poter andare a ritirare i propri figli, che le lezioni ovviamente le frequentano. Così quanti già avevano deciso questo “sciopero” hanno pensato di farlo comunque, per dare sfogo a una insoddisfazione diffusa.

La sola scuola di Denno, tra elementari e medie, è assai consistente, per numero di studenti; alla protesta hanno detto sì circa l’80% dei genitori.
«La ditta incaricata del servizio percepisce un tantum per ogni ragazzo presente in mensa», commenta un genitore. «Visto che lettere e segnalazioni finora non sono servite, si passa ai fatti».

Già l’ipotesi di tenere a casa i figli dalla mensa scolastica era stata avanzata settimane fa; da parte della Comunità di valle, che ha competenze per il servizio, erano state date rassicurazioni: dal 26 ottobre in poi, le cose sarebbero cambiate. Secondo i genitori però è cambiato ben poco, mentre è cresciuto il malcontento.

Lo “sciopero” a Denno, e in qualche altra scuola dell’Istituto comprensivo: ad esempio, fino a ieri sembravano propensi ad aderire i genitori degli alunni della scuola di Campodenno. Non cambiando le cose, assicurano l’identica forma di protesta quelli della sponda sinistra del Noce (Denno è in sponda destra), che potrebbero decidere di tenere a casa i figli per il pranzo già nei prossimi giorni, salvo rapida risoluzione dei problemi.

Genitori che già si erano stupiti dell’intervento di una sindacalista che sui mezzi di informazione aveva accusato i genitori nonesi di essere lagnosi; intervento che aveva lo scopo di difendere i lavoratori addetti alle mense, ma non è sicuramente loro che i genitori intendevano criticare.

La lamentela era infatti indirizzata alla ditta che ha in appalto il servizio e che, secondo i genitori, non ha provveduto a migliorare il prodotto finale, cioè il pranzo per quanti frequentano le mense scolastiche, come era stato assicurato dall’ex presidente della Comunità di valle e ora commissario della stessa, Silvano Dominici, dopo le rimostranze di inizio ottobre.

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