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Ciclabile del Garda, 300 metri

sottoterra per bypassare

il nodo della Casa della Trota

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A molti suona decisamente originale, ma allo stesso tempo discutibile, l’ultima ipotesi elaborata dagli uffici provinciali per sciogliere uno dei nodi più intricati del progetto complessivo di Ciclovia del Garda in salsa trentina: il passaggio in corrispondenza della Casa della Trota.

Un’ipotesi messa nero su bianco che si traduce nella realizzazione di una nuova galleria della lunghezza di circa 300 metri che passa sotto quella stradale esistente e sbuca oltre quest’ultima, risolvendo (questa l’intenzione dell’ente pubblico) l’interferenza con la proprietà privata e quindi, sempre secondo la Provincia, sbloccando una situazione d’impasse che va avanti da anni.

Senza squilli di tromba e senza alcuna pubblicità, i vertici sia politici che tecnici trentini ne hanno parlato nei giorni in una riunione alla quale tra gli altri era presente il sindaco di Ledro Renato Girardi, il presidente della Comunità di Valle Mauro Malfer e collegato in videoconferenza il primo cittadino di Riva Adalberto Mosaner. La proposta avrebbe dovuto essere presentata formalmente nei giorni scorsi anche alla proprietà della Casa della Trota (la società «Ponale srl» di Francesca Cicciarello e del marito Emanuele Lazzara) ma l’appuntamento è stato rinviato alla prossima settimana.

Al di là del fatto che resta ancora un mistero su come si arriverà alla galleria che sbuca in corrispondenza della valletta del Ponale, poco prima di questa la ciclabile scenderebbe per portarsi alla quota dell’antico ponte del Ponale (sotto quello attuale) e da lì partirebbe la nuova galleria destinata a correre sotto quella della Gardesana per poi sbucare a sud dopo aver superato un dislivello di circa 5 metri. L’uscita prevista avviene comunque su terreno privato, di proprietà della società «Ponale srl», e di conseguenza comunque bisognerà cercare un’intesa con questi ultimi.

Se anche di quest’ultima opzione progettuale se ne parlerà nel vertice di oggi tra il governatore Fugatti e i sindaci del territorio, non è dato saperlo. Ma di certo di Ciclovia del Garda i primi cittadini e la Comunità di Valle intendono discutere per accelerare un’opera di cui si parla ormai da anni ma che nei fatti concreti procede molto a rilento.

Resta poi da vedere, e non è cosa da poco, cosa ne penseranno i proprietari della Casa della Trota che da anni chiedono di poter recuperare lo storico immobile e farne una struttura dedicata al turismo. A settembre dell’anno scorso, in un altro vertice coi sindaci di Riva e Ledro e la Comunità di Valle, la Provincia aveva presentato uno studio di fattibilità che prevedeva per il privato la possibilità di recuperare il vecchio immobile destinandolo a «bicigrill» ma frenando sulla richiesta di «residenzialità» e quindi su ogni altra ipotesi ricettiva. E su questo aspetto non sembrano esserci novità.

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