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Rovereto e Vallagarina

contro la riforma delle Apt:

«Penalizzati e annullati»

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Al via in Provincia le consultazioni in seconda commissione dei soggetti coinvolti nei due disegni di legge sulla riforma della promozione turistica. «Dai presidenti delle Apt - recita la nota stampa diffusa l’altroieri dal Consiglio - è emerso un orientamento favorevole alla riforma dell’assessore Failoni; l’unica voce contraria è stata quella di Giulio Prosser, presidente dell’Apt Rovereto e Vallagarina».

«Ma stiamo scherzando? - sbotta Prosser - Altro che “sola voce contraria”, la partita è appena iniziata. Devono ancora essere sentiti l’Apt di Trento, la Val di Non, Folgaria e il Lago di Garda. Cercare di far passare Rovereto come isolata nell’opposizione a questo disegno di legge è una scorrettezza».

A Piazza Dante hanno parlato, oltre a Prosser, i rappresentanti delle Apt di Campiglio, Val di Fassa e Val di Cembra, oltre al coordinatore provinciale dei presidenti delle Apt Luciano Rizzi, che è anche presidente della Val di Sole. «Certo che in commissione c’erano, oltre alla mia, solo voci favorevoli alla riforma: le grandi Apt ne sono del resto avvantaggiate - sottolinea Prosser -. Ma il fronte del no a questo disegno di legge è ampio e determinato, e siamo solo all’inizio».

Significativo che dagli stessi presidenti delle Apt favorevoli alla riforma sia stato ammesso ieri che esistono dubbi in merito ai contenuti della riforma, in particolare sul ruolo delle nuove Agenzie territoriali d’area (le cosiddette “Ata”), enti pubblici a metà strada tra Trentino Marketing e le Apt.

Entrando nel merito delle audizioni, Rizzi ha sottolineato l’esigenza che le Apt «possano finalmente operare in regime privatistico». Bene, in questo senso, che la riforma preveda che le Apt siano finanziate al 51% dai privati. «Oggi – ha osservato Rizzi – vi sono ancora Apt finanziate al 90% dall’ente pubblico. Si tratta per lo più di quelle Apt minori che con la nuova legge verranno assorbite da altre. La richiesta dei presidenti è che le Apt assorbite possano portare in dote le loro risorse finanziarie e che siano rappresentate nei cda della Apt nelle quali saranno assimilate».

Positiva, ha proseguito Rizzi, la prospettiva che la tassa di soggiorno aumentata, che la riforma introduce, sia uguale in tutti i territori e non più diversificata come oggi. Secondo Tullio Serafini, presidente Apt Madonna di Campiglio, Pinzolo e Val Rendena, sulla fusione delle Apt all’inizio potrà esservi qualche difficoltà ma l’importante è che si continui a sviluppare un prodotto turistico con risorse adeguate.

Per parte sua Prosser ha letto un comunicato che critica pesantemente la riforma Failoni perché ignora il proficuo lavoro portato avanti negli anni anche dalle Apt considerate “minori” ma grazie alle quali tutto il Trentino oggi è diventato turistico. Durissima la contestazione delle Ata, e soprattutto della ratio generale della riforma: «Dopo i numerosi confronti ancora non è noto quale sia la strategia complessiva di questo percorso».

In altre parole: se non si capisce qual è la strategia un progetto di riforma come questo non è condivisibile. Prosser ha quindi evidenziato le doti e le potenzialità turistiche dell’ambito lagarino che non ha nulla da invidiare a destinazioni con brand già affermati. Infine la tassa di soggiorno: se andasse in porto l’aumento indifferenziato dell’imposta in tutti i territori per Prosser si penalizzerebbe un settore già pesantemente provato in una fase nella quale vi è bisogno di stimoli e spinte propositive premianti, non di ulteriori deterrenti nei confronti degli ospiti che scelgono il Trentino per le loro vacanze.

La risposta? La riforma del turismo e delle APT  sembra più che altro un gran pasticcio. «Ma ci stiamo lavorando da un anno e mezzo!», rilancia l’assessore provinciale Roberto Failoni. E questo è vero ma le critiche all’operazione «maquillage» di una delle voci più importanti del bilancio di piazza Dante ha il «merito» di far indispettire tutti, favorevoli o contrari che siano. Perché c’è poca chiarezza e, alle domande rivolte dagli «stake holders» (come dicono gli economisti), le risposte sono perlopiù evasive. Sul piatto ci sono alcuni accorgimenti che non mettono d’accordo né le Apt e nemmeno le categorie interessate. Su tutti le Ata, le società intermedie che dovrebbero fungere da cuscinetto tra i territori e Trentino Marketing.

Ma soprattutto non c’è ancora chiarezza su quante saranno le Apt di domani, su tutte Rovereto e la Vallagarina in procinto, secondo la bozza provinciale, di essere assorbita da Trento. Un’ipotesi che è diventata deflagrante a Sud dei Murazzi. Soprattutto per quanto riguarda le zone di Brentonico e della val di Gresta. Che di andare con il capoluogo non ne hanno voglia anche perché conterebbero come il due di spade quando briscola è bastoni. Sul Monte Baldo, però, da tempo si discute del futuro. E gli operatori economici hanno già contattato In Garda confidando in un’annessione con l’Apt del Benaco per giocare la carta lago-monti. Lo stesso ragionamento lo si sta facendo nel giardino biologico del Trentino, la Val di Gresta. «Ma l’intenzione è tenere unito l’ambito lagarino e restare forti», replica comunque il sindaco di Brentonico Cristian Perenzoni.

L’altro punto che la Provincia sembra non voler ascoltare è il forte finanziamento privato per le Apt che uscirà dalla riforma. Gli albergatori, soprattutto, vorrebbero uno slittamento della manovra per poter concentrarsi su come salvarsi dai disastri del Covid. «Non sta a me decidere cosa uscirà visto che se ne sta discutendo in commissione», taglia corto l’assessore Roberto Failoni. E il futuro di Rovereto e la Vallagarina? «Non è che uno vuole o non vuole mettersi assieme a qualcuno altro o restare da solo. Si vedrà. E poi c’è sempre l’aula che deciderà in merito perché sta alla politica fare qualcosa». E l’Alpe Cimbra? «Andrà con la Vigolana». Ambito che sarà creato ex novo.


«Siamo destabilizzati», ripetono però in coro i sindaci interessati. Perché davvero c’è gran confusione. E sotto accusa sono i nuovi enti intermedi che qualcuno vede più come «mobilifici» pubblici buoni per creare nuove poltrone più che come braccia operative. A Rovereto, però, si lotta anche e soprattutto per la sopravvivenza. Ed è qui che punta i piedi

il presidente dell’Apt Giulio Prosser. «Demandare ad un nuovo ente intermedio la strategica responsabilità di definire i progetti di sviluppo turistico interambito è una proposta che, oltre a squalificare il ruolo delle Apt, incarica un organo neocostituito della responsabilità di definire l’offerta più affine ai singoli territori».
Con la riforma, ovviamente, la Vallagarina sarebbe ridimensionata. «Il nostro ambito ha ancora diverse opportunità da mettere a sistema per creare nuove occasioni di sviluppo: dal punto di vista culturale ben 12 sedi museali, 9 castelli, 50 siti della Grande Guerra, palazzi e loghi sacri; per l’enogastronomia possiamo vantare 46 cantine, 82 produttori, 200 ristoranti, senza dimenticare la ricchezza di un’offerta outdoor che tra mtb, cicloturismo e trekking include 200 percorsi per 2.000 chilometri di immersione nella natura. Dai centri cittadini agli specchi d’acqua di montagna, dalle fortezze medievali ai declivi vitati, dalle selvagge Valli del Leno alle vette dell’altopiano di Brentonico, nulla da invidiare ad altre destinazioni che possono spendere brand già affermati. Se il turismo deve essere inteso come opportunità per un territorio di vendere le proprie bellezze ed offrire delle emozioni, la Vallagarina ha di certo tutte le carte in regola per insistere sulla propria vocazione turistica».

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