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Il rifugio Finonchio compie

oggi i novant'anni:

festa e musica in vetta

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Oggi si festeggia il compleanno di uno dei rifugi più amati dai trentini, il "Fabio Filzi" al Finonchio, a 1.603 metri di altitudine, su un bel prato erboso da cui lo sguardo spazia sulla Vallagarina: Covid permettendo, sarà un momento di allegria e di ricordi, perché sulla groppa, il rifugio, di anni ne ha ben 90. A dir la verità, l’idea di costruire un avamposto su una delle più belle terrazze naturali sulla Valle dell’Adige risale ancora al 1912, ma la Prima Guerra Mondiale fermò tutto. Se ne riparlò nel dopoguerra e ci volle tutto l’impegno della Sat di Rovereto per completare il progetto e finalmente inaugurare il rifugio, dedicato ai fratelli Fabio e Fausto Filzi. Il primo, giustiziato insieme a Cesare Battisti e Damiano Chiesa nella Fossa dei martiri al Castello del Buonconsiglio di Trento il 12 luglio 1916, mentre il secondo, dopo che era rientrato dall’Argentina dove era emigrato, morì a Zebio l’8 giugno 1917.

«Della struttura originale del 1930 - racconta Alberto Giovannini che con la moglie Monica gestisce il rifugio dal 2014 - non è rimasto quasi nulla. Ma domenica, nel corso del concerto del Coro Martinella che si terrà qui al rifugio alle ore 15.30, saranno riproposte alcune delle canzoni che furono cantate in quel lontano 1930. Riccardo Giuliani, della Sat, è riuscito infatti a ritrovare un libretto con i testi messi in musica e riproposti proprio nel corso di quella prima inaugurazione». Di inaugurazioni, il Finonchio, nella sua lunga vita ne ha viste ben tre: una il 13 luglio 1930, quando venne ultimato e dedicato ai fratelli Filzi, una nel 1957 quando venne ricostruito dopo la Seconda Guerra Mondiale, ed un’ultima nel 2014 quando venne ammodernato e reso più sicuro ed efficiente.

La festa ha già preso il via nella giornata  di ieri, quando a mezzogiorno si sono esibiti alcuni fisarmonicisti. Quindi oggii alle ore 11 è prevista la messa con Don Giorgio, parroco di Folgaria, e allle 12, alle 13 e alle 14 ci sarà il pranzo organizzato su tre turni, con piatto unico (polenta, crauti, formaggio, porchetta grigliata, wurstel, fagioli stufati, bibita) al prezzo di 15 euro. Nel pomeriggio, l’atteso concerto del Coro Martinella.

«Naturalmente - riprende il gestore - si mangerà all’aperto, è necessario mantenere le distanze e prenotare il posto chiamando il numero 348 0439224».

Per sapere qualcosa di più dell’inaugurazione di novant’anni fa, bisogna consultare il giornale dell’epoca “Il Brennero”. Il tono è quello un po’ retorico che si usava allora, e che sottolinea la «massa festante di popolo che indossa i caratteristici, variopinti costumi alpini», mentre sono elencati i presenti, dal «Presidente della Società Alpinisti di Rovereto, avv. Gino Pedò all’ideatore-costruttore del Rifugio, conte ing. arch. Marzani». Grande emozione aveva suscitato la presenza dei genitori dei fratelli Filzi, la «Madre eroica» signora Amelia ed il padre «comm. Prof. Giambattista». Dopo la messa celebrata da un cappellano militare, le autorità entrarono «nella veranda, ove spiccano le effigi di S.M. il Re, del Duce, di Fabio e di Fausto Filzi, queste due tutte rivestite di rododendri e di stelle alpine».
Meno retorica ma sempre partecipata la festa per la riapertura nel 1957, che ha visto comunque una serie di momenti anche negli anni successivi, tanto che sull’Adige del 6 ottobre 1959 era apparso un articolo intitolato «Autorità e “satini” al nuovo rifugio “Filzi”» e che diceva «La ricostruzione del rifugio Filzi, pressoché distrutto durante l’ultimo conflitto mondiale si può dire pressoché ultimata».

Dal 2010 al 2014, gli ultimi lavori per rendere il Filzi un ambiente accogliente, sicuro e moderno, e infine la festa d’inaugurazione il 10 agosto 2014.

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