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Alla ex Marangoni l'edificio

di legno più alto d'Italia:

nove piani, 29 metri

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«Da oggi Rovereto può vantare un record, quello di avere l'edificio più alto d'Italia, con i suoi nove piani per 29 metri interamente costruito in legno, al posto dei fatiscenti capannoni dell'ex Marangoni a Lizzanella.  

Il complesso, progettato dalla Rovim, comprende anche un altro palazzo di 5 piani. Entrambi saranno immersi in 5mila metri quadrati di verde pubblico con annessa area giochi. È questo il risultato di un processo virtuoso di rigenerazione urbana realizzato anche grazie a un'amministrazione come quella Valduga, efficiente, competente e rapida. Fra gennaio e marzo la consegna delle chiavi per i 68 appartamenti casa clima. Mentre per il completamento del parco si dovrà aspettare la prossima primavera. Altro che città depressa, sulla quale non conveniva investire. Il nostro progetto, un investimento da 30 milioni di euro, smentisce quelle voci che circolavano fino a qualche tempo fa. Per questo continueremo a investire nel suo futuro».

Così Paolo Signoretti e Heinz Peter Hager, investitori della Rovim srl, hanno voluto celebrare con un pizzico di orgoglio, ieri pomeriggio nell'area del cantiere, il completamento dell'ultimo piano del palazzo.

L'occasione ha visto anche la presenza della giunta guidata dal sindaco Francesco Valduga : «Oggi ammiriamo un risultato che era soltanto immaginato qualche anno fa. Un contributo allo sviluppo della città ma soprattutto di ricucitura urbanistica che consente un miglioramento della qualità della vita».

Come è noto, il percorso che ha visto la realizzazione di un un nuovo quartiere è stato concepito come un momento di rigenerazione urbana che ha portato all'eliminazione di 750 quintali di immondizia, ammassati nei capannoni, bonificato 13mila metri quadrati di amianto e trasformato l'ex area Marangoni, una «bomba ecologica», in un quartiere da primato, il più green della città.

Signoretti e Hager hanno ricordato che il legno utilizzato è quello recuperato dagli alberi abbattuti dalla tempesta Vaia. «Inoltre un'impresa come la Rovim agisce da sviluppatore territoriale perché risolve problematiche complesse, che vanno dalla viabilità alle soluzioni eco-sostenibili. Visto che gli esercizi commerciali nei settori dell'elettronica, della cosmetica e dell'abbigliamento, oltre al supermercato di 1.500 metri quadrati Md, saranno interamente coperti da un'area verde con panchine, piste ciclopedonali, alberi ad alto fusto e un mix di piante semigrasse». Tutto sommato si può dire che neppure la quarantena dei mesi scorsi ha rallentato i lavori più di tanto. Tanto è vero che, ha ricordato ancora Paolo Signoretti, «abbiamo avuto un parziale rallentamento a causa dei fornitori. L'unico vero rammarico è per gli studenti del Depero che non hanno potuto dipingere la recinzione del cantiere, come si era stabilito un paio di anni fa».


Infine, non meno importante è la possibilità di prendere in affitto gli appartamenti grazie alla formula del social housing, il canone moderato, che va incontro alle famiglie del ceto medio e alle giovani coppie.

 

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