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Ecco la commissione anti covid 

Il presidente Zambelli: intercettare

le aspettative della città

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«C'è bisogno di lavorare insieme, di ascoltare tutti i mondi della nostra città e di proporre soluzioni concrete per i problemi economici e sociali generati dalla crisi sanitaria in corso». Così, in sintesi, il sindaco Francesco Valduga ha spiegato l'altra sera il senso dell'istitutizione Commissione speciale "Gestione delle emergenze economiche-sociali", passata alle cronache come la "commissione anti-Covid". Il primo cittadino ha partecipato alla prima riunione del nuovo organo consultivo, nato dall'esperienza della passata legislatura quando, in piena emergenza sanitaria, le commissioni Attività economiche e Politiche sociali si adoperarono per trovare soluzioni immediate per rispondere ai problemi legati al Covid ( vedi box a fianco ) coinvolgendo i principali attori del mondo del lavoro, della sanità e del sociale.

Molte le proposte che sono state messe in campo grazie a quella iniziativa e che ora possono trovare una più ampia definizione e prospettiva grazie alla commissione speciale che riunisce professionisti e operatori di vari ambiti.
Valduga, in apertura dei lavori, ha ricordato l'importanza della commissione, figlia dell'esperienza avuta nella passata consiliatura: «Quella che stiamo vivendo è una emergenza della Città, una emergenza sta durando anche di più di quanto inizialmente ci aspettavamo e che forse durerà di più di quello che speriamo. C'è bisogno di grande lavoro di ascolto della città e di tutte le sue componenti. Potremo uscire da questa crisi solo se sapremo lavorare insieme».

Il presidente della commissione, il consigliere Andrea Zambelli, ha ricordato l'importanza della commissione «che agisce autonomamente rispetto all'amministrazione e che quindi ha un compito più impegnativo, perché deve essere in grado di proporre anche strade alternative e deve saper portare in quest'aula le aspettative della città». Nel ricordare il lavoro svolto nella passata consiliatura, ha tracciato una via per il prossimo futuro: «Credo che il primo punto di partenza, sia quello di rimettere mano a quelle audizioni di alcuni mesi fa: da allora molte cose sono cambiate e penso sia necessario organizzare una ricognizione sui mondi della città oggi. È importante mettersi in rete anche con le associazioni e il mondo del volontariato. Non si deve dimenticare nessuna voce della città».

Due dunque le grandi linee da seguire per Zambelli: occupazione ed emergenza sociale. Il direttore generale Mauro Amadori ha quindi definito i compiti della commissione speciale, ricordando quanto fatto nell'ambito delle competenze del Comune. Ciascuno dei membri della commissione (nove tecnici e tre consiglieri) ha quindi portato la propria esperienza e le proprie aspettative, sottolineando l'importanza di non dimenticare alcun aspetto della vita economica e sociale della città. Condiviso l'auspicio che da Rovereto possano partire idee e progetti che, oltre a dare risposte alle necessità del territorio, possano trovare poi riscontro anche a livello provinciale.

Infine Zambelli, finito il primo giro di presentazioni, ha proposto di calendarizzare subito le audizioni con le istituzioni e le parti sociali coinvolte nella passata consiliatura, includendo il mondo dei professionisti, le associazioni giovanili e il terzo settore, in modo da essere operativi nell'arco di due o tre settimane al massimo. In merito ai "confini", ha detto che non si tratta di un confine predeterminato, ma che «deve essere una lavoro di ideazione e di profondità nel tempo, affinché possa essere suggeritrice rispetto alle commissioni consiliari e all'amministrazione su alcune vie e strade che si possono seguire». In chiusura dei lavori ha invitato i membri della commissione a rivolgersi alla direzione generale del Comune per poter portare suggerimenti sulle audizioni che si svolgeranno in tempi rapidi.

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