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Il coro Bianche Zime

oggi festeggia i 60 anni

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Il coro Bianche Zime - una delle eccellenze culturali, musicali e sociali di Rovereto e della Vallagarina - festeggia domani i primi 60 anni di vita. È stato fondato infatti il 25 gennaio 1961 al Dopolavoro Ferroviario. Perché a dare voce a questo punto fermo della coralità trentina è stato un gruppo di amici ferrovieri, animati dall'amore per il canto, che condivisero l'idea di costituire un coro di montagna. Ed erano Lodovico Zoara, Fausto Poggi, Dino Festi, Giuseppe Vinante a cui si aggiunsero altri trenta ragazzi tra cui Anselmo Calmasini la cui scomparsa, recentissima, ha unito tutti gli amici coristi in un ricordo umano e associativo. 

Il primo maestro, rimasto tale per quaranta annni, fu Remo Manica a cui è dedicata, in segno di stima e riconoscenza, l'ampia sala prove nella sede di via della Terra. Una storia lunga quella del Bianche Zime, ricca di tante soddisfazioni e di amicizie sincere e profonde, con un trait d'union che non si può ingannare: il canto che guarda con fiducia alla semplicità valoriale ma che insieme unisce ideali, tradizioni, culture. Oggi, dunque, c'è un compleanno da festeggiare, un evento che abbraccia tante esperienze, tanti coristi passati e presenti. L'attuale maestro Stefano Balter ricorda il suo percorso corale che parte proprio dal coro quando era ancora quindicenne: «Presente più che mai per guardare al domani».

Il presidente dell'associazione Paolo De Uffici, invece, pensa al futuro: «Dall'idea di fare piccoli passi, certi in un messaggio culturale da condividere con l'intera comunità». Da quasi trent'anni la sede è in pieno centro storico, in via della Terra. Un angolo di città che è diventato luogo di incontro, confronto, scambio, amicizia. E pure di eventi benefici con raccolta di fondi, tanto per citarne due, a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto. Il Bianche Zime, d'altro canto, non è solo un gruppo corale ma uno dei simboli del volontariato lagarino. Dopo sei decenni la passione è rimasta immutata. Da allora, infatti, il coro non si è più fermato, ottenendo ovunque successi e riconoscimenti. 

Caratteristica del gruppo vocale è l'importante bagaglio culturale assunto nel tempo attingendo al canto alpino con un repertorio di più di 400 pezzi. Due sono i punti centrali che hanno accompagnato il coro nella sua storia: i gemellaggi, in particolare quello con il coro di Reuth. Il coro ha organizzato dal 1962 al 1986 una «Rassegna nazionale di canti». Nell'attività concertistica ha partecipato a numerosi concerti all'estero, in special modo in Austria, Germania, ex Jugoslavia, Inghilterra, Svizzera e Repubblica Ceca. Ha poi inciso dischi per ricordare soprattutto gli Alpini e la Grande Guerra.

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