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Usa lo spray al peperoncino

contro la vicina di casa

60enne finisce a processo

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Che la convivenza condominiale possa essere faticosa, non è una novità.

Discussioni legate ai panni stesi piuttosto che ai rumori considerati molesti sono all’ordine del giorno. Ma in questo caso la lite scoppiata tra due inquiline - una al piano di sotto e una al piano superiore - avrebbe superato i limiti del confronto verbale, sfociando in una aggressione fisica, combattuta anche a colpi di spray al peperoncino.

Per questo motivo una 60enne trentina è finita a processo: deve rispondere di lesioni aggravate. Ma l’imputata, difesa dall’avvocato Giuliano Valer, sostiene che si è trattato di legittima difesa ed ha denunciato a sua volta la parte offesa, che ha un procedimento pendente per lesioni davanti al giudice di pace (la donna l’avrebbe spinta a terra).
L’udienza, per ora, è stata rinviata, anche per vedere se le parti possano trovare un accordo. Intanto, quello che si può dare per certo, è che tra le due donne non scoppieranno altre liti, visto che si sono trasferite.

La vicenda approdata in Tribunale risale al 2017 e si è svolta in un condominio della città. L’imputata viveva al piano di sopra e, va detto, per parte sua nega di avere mai avuto comportamenti scorretti che potessero arrecare disturbo. Di parere opposto la parte offesa, che invece puntava il dito proprio contro il baccano che proveniva dal piano superiore.

Sta di fatto che un giorno la situazione è degenerata. Era il 13 maggio 2017. Secondo quanto ricostruito dall’accusa ad innescare l’ennesima discussione sarebbero stati proprio i rumori provenienti dal piano superiori. Per richiamare la vicina al rispetto delle regole di convivenza la donna avrebbe anche dato dei colpi al soffitto, nella speranza di fare cessare il trambusto.

A quel punto l’imputata, che invece sostiene di essere rimasta basita da quel ?richiamo? proveniente dal piano inferiore, avrebbe deciso di scendere per capire cosa stesse accadendo e chiedere conto di quel colpi assestati al soffitto.

A questo punto, come spesso accade in caso di liti, le versioni delle due donne sono diverse. La parte offesa, dopo lo proteste fatte, sostiene di essere stata aggredita con lo spray al peperoncino e di avere dovuto ricorrere anche alle cure dei sanitari per gli effetti che lo sostanza urticante gli ha causato.

L’imputata, per parte sua, non nega di avere spruzzato la bomboletta di spray, ma sostiene che si sia trattato di legittima difesa. Secondo la sua versione, infatti, una volta scesa al piano inferiore per chiedere chiarimenti, sarebbe stata investita dalle grida dell’altra inquilina e del suo compagno. Un comportamento aggressivo e incivile che non sarebbe stato peraltro nuovo. A quel punto la sessantenne avrebbe chiesto spiegazioni in ordine a quelle grida, ma per tutta risposta la parte offesa l’avrebbe spinta a terra e l’avrebbe insultata (l’altra donna sostiene invece che sia caduta da sola). A quel punto, colpita addirittura da uno sputo, l’imputata avrebbe reagito afferrando lo spray al peperoncino per difendersi dall’altra donna e farla allontanare. Non solo. A sua volta l’imputata ha dunque denunciato la controparte per le lesioni che le ha causato (il procedimento è pendente al giudice di pace).
Chissà che ora, terminato il rapporto di vicinato - le due donne hanno cambiato casa - le due donne non trovino un accordo.

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