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"Sudici sudisti", Merler si dimette? La mediazione di Paolo Piccoli, oggi si annuncia una "soluzione onorevole"

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C’è una “terza via” per uscire dall’aut aut in cui si è infilato l’avvocato Andrea Merler, vicepresidente del consiglio comunale di Trento. Una soluzione più avanzata rispetto alla mozione di sfiducia che sarebbe approvata dall’aula o alle dimissioni che potrebbe dare per evitarla. Una soluzione per uscire dalla crisi istituzionale che si è creata (perché di questo si tratta, visto l’incarico super partes che a Merler è stato affidato, a fianco del presidente Paolo Piccoli) con un passo in avanti, in grado di valorizzare, rendendolo più efficiente, il ruolo del consiglio comunale.

Martedì sera, il “caso Merler” è stato oggetto di confronto tra i consiglieri di maggioranza. E, alla fine, pur tra i distinguo, è passata la proposta di sottofirmare la mozione di sfiducia (servono 14 firme per presentarla), previo un tentativo di convincere Merler a fare un passo indietro, dimettendosi. Ma nelle ultime ore spunta una terza ipotesi.

Quale sarebbe la “terza via”? Trovare uno sbocco che porti a valorizzare il ruolo del consiglio comunale, in nome di un’efficienza che oggi è costretta a fare i conti con dibattiti infiniti, ostruzionismi che il regolamento legittima. Capita, ad esempio, nelle sessioni di bilancio: 70 minuti di intervento ad ogni consigliere, cinque minuti per ogni emendamento... Un recupero di efficienza, auspicata in piena emergenza Covid, sul modello del consiglio provinciale.

Se questo sarà lo sbocco del “caso Merler” lo si capirà oggi. Il presidente Paolo Piccoli ha annunciato «comunicazioni istituzionali».

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