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Cognola, nessuno vuole sanificare

niente palestra e pc per gli scolari

sale la rabbia dei genitori

Bidelli e professori si palleggiano, la dirigente chiude le aule

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Tutti se ne lavano le mani e nessuno lava. E così a rimetterci sono i bambini, che non faranno né le lezioni di ginnastica né i laboratori di informatica.

Il caso è emerso nelle ultime ore a Cognola, alle scuole elementari. Spieghiamo: per sfruttare la palestra e l'aula di informatica, come da protocollo, è necessario sanificare gli oggetti. Ovvero palloni e vari materiali per l'educazione motoria, tastiere e mouse per le lezioni nei laboratori. Operazioni fondamentali per garantire la sicurezza di tutti e rispettare le linee guida anti Covid. Ma operazioni che, per un motivo o per l'altro, nessuno vuole o può più compiere.

Risultato, la dirigente scolastica Sandra Lucietto ha disposto la «sospensione immediata, e fino a nuovo ordine, dell'utilizzo del laboratorio di informatica e della palestra e delle sue attrezzature nel plesso della scuola primaria Bernardi di Cognola, per garantire la sicurezza di tutti». Nella comunicazione si legge che le ore di educazione fisica possono essere svolte all'aperto e, se il clima non lo permette, si starà in classe per «un approfondimento teorico sull'educazione motoria», mentre per quanto riguarda «le attività di alfabetizzazione informatica, si svolgeranno a gruppo intero (prima la classe veniva divisa ndr) senza computer ma utilizzando altre metodologie».

Nella stessa comunicazione si leggono le cause che hanno portato allo stop di queste lezioni, ovvero «il numero considerevole di docenti indisponibili a svolgere le operazioni di pulizia e sanificazione» e, contemporaneamente, «i collaboratori scolastici di plesso che non possono svolgere completamente queste operazioni vista la mole di lavoro aggiuntivo che si verrebbe a creare a fronte di risorse già sovraccaricate a causa della pandemia».

La situazione ha ovviamente scatenato le proteste e le rivendicazioni di tutti. L'insegnante Stefano Tomasi ha inviato una lettera all'assessore Mirko Bisesti, spiegando nel dettaglio la questione e invitandolo a intervenire per risolverla.
«Porto in laboratorio circa 50 alunni di quattro classi diverse ogni settimana, svolgendo attività di coding per una prima alfabetizzazione informatica. Ho fatto presente alla dirigente che mi è impossibile provvedere alla sanificazione di 50 postazioni, in quanto dovrei dedicare metà del tempo destinato alla didattica alla pulizia, che tra l'altro non mi compete. Ho chiesto più volte al personale Ata di provvedere, ma si è sempre rifiutato di farlo. Ho cercato di comunicare il problema a chi di competenza, anche alla sovrintendente Viviana Sbardella e al dirigente Roberto Ceccato, che tuttavia non sembrerebbero aver compreso il disagio. Ora il laboratorio è stato chiuso».

Sul tema è intervenuto anche Fabrizio Cucchiaro, presidente dei genitori nel Consiglio d'Istituto Comenius. «Come genitori siamo in imbarazzo, per il semplice fatto che in tutte le scuole queste attività vanno avanti e alle Bernardi no. Fino a ieri tutto è funzionato, mi chiedo cosa sia cambiato. Fermo restando che in tutto ciò a rimetterci sono i bambini: speriamo si trovi in fretta una soluzione».

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