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Il papa: "sì" agli indios, "no" ai preti sposati

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Vigoroso nella difesa dei diritti conculcati dei popoli originari dell'Amazzonia; contraddittorio rispetto ai problemi ecclesiali, rifiutando l'ipotesi di ordinare preti diaconi già sposati che pur era stata proposta dal Sinodo dello scorso ottobre dedicato a quell'immensa area dove in molti villaggi sparsi nella foresta il sacerdote arriva ogni uno o due anni.

Questo il messaggio chiaroscuro dell'esortazione apostolica di Francesco.
«Querida (cara) Amazonia» è il titolo originale, in spagnolo, del corposo documento papale ove riassume, a modo suo, le conclusioni dell'Assemblea, composta da 185 "padri", che quattro mesi fa aveva affrontato i problemi sociali, ecologici, umani, ecclesiali di quel territorio condiviso tra nove Paesi (Brasile, Bolivia, Colombia, Ecuador, Guyana, Perù, Suriname, Venezuela e Guyana Francese). Ebbene, nella sua "esortazione" Bergoglio accoglie in pieno, e sviluppa, i "consigli" del Sinodo (consultivo) nella denuncia di quelle potenze economiche e politiche che conculcano i diritti dei "primi popoli" dell'Amazzonia, e si pone al suo fianco. Scrive, il papa: «Sogno un'Amazzonia che lotti per i diritti dei più poveri, dei popoli originari, degli ultimi, dove la loro voce sia ascoltata e la loro dignità sia promossa. Sogno un'Amazzonia che custodisca gelosamente l'irresistibile bellezza naturale che l'adorna. Sogno comunità cristiane capaci di incarnarsi fino al punto di donare alla Chiesa nuovi volti con tratti amazzonici».

Il Sinodo, da parte sua, constatando la scarsità dei sacerdoti in Amazzonia (7,8 milioni di chilometri quadrati!), aveva approvato - con 128 "sì" e 41 "no" - l'ipotesi di dare l'ordinazione sacerdotale a diaconi già sposati. Bergoglio, però, ignora quel "consiglio", e senza spiegarne i motivi. Eppure fa dei ragionamenti che, in prospettiva, porterebbero appunto ai "viri probati", cioè all'ordinazione di uomini già sposati, e ben conosciuti nella rispettiva comunità. Scrive, infatti: «Occorre ascoltare il lamento di tante comunità dell'Amazzonia private dell'Eucaristia domenicale per lunghi periodi di tempo». Egli esalta, anche, l'enorme aiuto delle donne nella vita pastorale, ma le esclude categoricamente dal sacerdozio. Perché, allora, ha bocciato la proposta del Sinodo? Forse perché, in Curia e non solo, contro quel "sì" vi è stata una levata di scudi (si ricordi la ferrea opposizione del cardinale Sarah, e di fatto, malgrado le contorte negazioni vaticane, dello stesso Joseph Ratzinger, papa emerito).

Francesco ha temuto una lacerazione profonda della Chiesa romana ove un'opposizione - carsica o organizzata - riesce a far azzerare un Sinodo. Sullo sfondo, però, non c'è l'Amazzonia: vi è il Sinodo tedesco, appena iniziato, che quasi certamente si pronuncerà a favore dei "viri probati" e, forse, del celibato opzionale per il clero. Dunque, il papa ha messo le mani avanti. Ma lo ha fatto svuotando, su un punto decisivo, un Sinodo, e dunque esponendo a critiche non infondate la sua stessa autorevolezza di pontefice.

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