Covid / I dati

Monitoraggio settimanale: il Trentino verso il ritorno in «arancione» dal 6 aprile

La bozza dell'analisi curata dall’Istituto superiore di sanità: manca l'ufficialità, ma anche Veneto e Marche dovrebbero uscire dalla zona rossa

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ROMA - Trentino, Marche e Veneto lasceranno la zona rossa per tornare in arancione dopo Pasqua.

In Trentino l'indice del contagio (Rt) è calato a 0.83, così come l'incidenza dei casi settimanali per 100 mila abitanti, che passa a 225 (venerdì scorso era a 279 e dunque sopra la soglia "rossa" dei 250 positivi).

Il ministro della Salute Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della cabina di regia, firmerà in giornata nuove ordinanze che andranno in vigore dopo i tre giorni di area rossa nazionale previsti per il 3/4/5 Aprile.

A partire da martedì 6 Aprile le regioni Marche e Veneto e la Provincia autonoma di Trento passano dunque in area Arancione.

Complessivamente il rischio epidemico si mantiene a livelli elevati in tutta Italia, con sei Regioni (Calabria, Emilia-Romagna, Liguria, Puglia, Toscana e Veneto) che hanno un livello di rischio alto.

"Saremo zona arancione", ha annunciato il presidente del Veneto Luca Zaia, riferendo che la nuova classificazione potrebbe essere anticipata al 6 aprile.

"Ho parlato con il ministro Speranza - ha aggiunto - e farà una verifica se partiremo da martedì o da mercoledì. Il dettaglio lo definiremo dopo. Se si anticipa di un giorno, sarà utile anche in prospettiva della riapertura delle scuole".

"C'è una flessione tendenziale delle curve - ha precisato Zaia - ma ancora non è confermata, però la luce in fondo al tunnel si vede. Le fasce d'età più colpite non sono più quelle ultra 80 e 70 anni ma dai 45 ai 64, così per le mortalità. Il che significa che dove abbiamo vaccinato l'infezione non c'è più". "Abbiamo subito - ha concluso - 3-4 ondate di Covid, ma non abbiamo lasciato nessuno a terra, si è vista la differenza di una sanità che funziona". 

Tredici Regioni o Province Autonome (fra cui il Trentino) hanno una classificazione di rischio moderato e quindi dovrebbero passare ad arancione dal 7 aprile (ma sette di queste sono definite "ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane") e una Regione (Basilicata) e una Provincia sutonoma (Bolzano) hanno una classificazione di rischio basso.

Lo evidenzia la bozza di monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute.

L'indice ditramissinilità medio nazionale (Rt) cala a 0,98, scende anche la misura dell'incidenza settimanale per 100mila abitanti, ma in sette regioni resta sopra i 250 casi. Oltre a queste sette restano in zona rossa, secondo le previsioni, anche altre due Regioni, per un totale di nove.

Tutte le altre hanno riportato allerte di resilienza.

Quattro di queste (Calabria, Emilia-Romagna, Puglia e Veneto) riportano molteplici allerte di resilienza. 

Undici hanno un Rt puntuale maggiore di uno. Tra queste, due Regioni (Campania e Valle d'Aosta) hanno una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 3. Sei Regioni hanno una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 2. Le altre Regioni o Province autonome hanno una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo uno. Le Regioni sono: Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Valle d'Aosta, Veneto.

Il risultato plausibile dunque è che il Trentino possa passare – dal 7 aprile prossimo – a zona «arancione»: fra l’altro porterebbe a una riapertura delle scuole al 100% di presenza, erscluse le superiori che passeranno al 50%.

In 14 Regioni le terapie intensive sopra la soglia critica   

Rimane alto il numero di Regioni/PPAA che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica: si tratta di 14 Regioni o Province Autonome contro 12 della settimana precedente. Lo comunica l'Istituto superiore di sanità nel monitoraggio settimanale della Cabina di regia.

Tasso nazionale occupazione intensive sale al 41%

Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è complessivamente in aumento e sopra la soglia critica del 30%: è pari al 41% contro 39% della scorsa settimana.Il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è ancora in aumento da 3.546 (23/03/2021) a 3.716 (30/03/2021). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale è anche in aumento e sopra la soglia critica (44%) con un aumento nel numero di persone ricoverate in queste aree: da 28.428 (23/03/2021) a 29.231 (30/03/2021)

Le varianti dominano, non ridurre le misure di restrizione

La circolazione di varianti a maggior trasmissibilità è "largamente dominante nel Paese il che indica la necessità di non ridurre le attuali misure di restrizione". Inoltre, i dati di incidenza e trasmissibilità, "seppure in lieve decremento, uniti al forte sovraccarico dei servizi ospedalieri richiedono di mantenere rigorose misure di mitigazione nazionali accompagnati da puntuali interventi nelle aree a maggiore diffusione. Si ribadisce, anche alla luce della ormai ampia diffusione di alcune varianti, di mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche". Così la bozza di monitoraggio Iss-ministero della salute.

 

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