Madonna di Campiglio, licenza sospesa a un locale dopo «molteplici episodi di violenza»
Notificato ieri il provvedimento con il quale il questore di Trento ha disposto la chiusura dell'esercizio pubblico per 30 giorni, perché è stato il luogo di risse e aggressioni culminate lo scorso 12 febbraio nell'accoltellamento di due giovani da parte di un uomo
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TRENTO - Era stato teatro, nei mesi scorsi, di episodi di violenza in numerosissime occasioni che, in taluni casi, avevano coinvolo anche minori. Lo spiega una nota congiunta della polizia di Stato e dei carabinieri comunicando che nella serata di ieri, è stato notificato il provvedimento con il quale il questore di Trento ha disposto la chiusura di un esercizio pubblico sito a Madonna di Campiglio per 30 giorni.
La notifica è stata a cura di personale della polizia di Stato di Trento e della compagnia carabinieri di Riva del Garda.
Il provvedimento è stato emesso a seguito dell'attività istruttoria svolta dalla divisione polizia amministrativa e sociale della questura, che ha raccolto le risultanze dei controlli e degli interventi esperiti dal personale della stazione carabinieri di Madonna di Campiglio, compendiati in un'articolata proposta dei militari di adozione del provvedimento di sospensione della licenza per motivi di ordine e sicurezza pubblica, pienamente condivisa dal personale della polizia di Stato.
È emerso, infatti, che il locale in questione, comunicano le forze dell'ordine, è stato luogo, nel corso dei mesi, «di molteplici episodi di violenza – si va dalle liti per futili motivi alle risse, sino ad arrivare ad aggressioni con armi improprie – culminati lo scorso 12 febbraio nell'accoltellamento di due giovani da parte di un uomo, attualmente detenuto con l'accusa di tentato omicidio dopo esser stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto dai carabinieri della stazione di Madonna di Campiglio».
Nella nota per la stampa di ricordano anche le «plurime violazioni delle norme amministrative che regolano le attività di pubblico spettacolo: è stato infatti riscontrato, all'esito di specifici controlli da parte della squadra amministrativa della questura di Trento, l'impiego di addetti ai servizi di controllo non iscritti nell'apposito elenco, nonché una gestione delle uscite di sicurezza altamente pericolosa per l'incolumità degli avventori, con le stesse chiuse dall'esterno con chiavistelli e lucchetti».
Da qui il provvedimento del questore di Trento, «a tutela dell'ordine pubblico e della sicurezza dei cittadini»: la sospensione della licenza per 30 giorni, ai sensi dell'articolo 100 del T.U.L.P.S.
«Un'attività, quella descritta, che conferma – una volta di più – la sinergia e l'unione di intenti tra le due Forze dell'ordine», conclude la nota di polizia e carabinieri.