Accusato della morte del chihuahua: nei guai un 25enne trentino
L’episodio risale ad una sera di agosto 2022 ed avvenne in via Pranzelores, a Trento nord. Lunedì 10 marzo si è celebrata l’udienza in tribunale: il fascicolo passerà per competenza al giudice di pace
TRENTO. È a processo per uccisione di animale il 25enne trentino che, pur tenendo al guinzaglio il cane, non riuscì ad impedire che l’animale si avventasse contro un piccolo chihuahua, causandone il decesso. L’episodio risale ad una sera di agosto 2022 ed avvenne in via Pranzelores, a Trento nord.
Il venticinquenne, assistito dall’avvocato Giuliano Valer, era stato sentito dalla polizia locale alcuni giorni dopo il fatto.
Si era detto «estremamente rammaricato» per l’accaduto. Aveva poi specificato che il cane - un meticcio simile ad un pitbull, di proprietà della fidanzata - era da lui tenuto a meno di mezzo metro di distanza con un guinzaglio a doppio aggancio, dunque non allungabile.
Secondo la sua versione dei fatti, sarebbe stato l’altro cagnetto, uscito dalla porta posteriore di un’auto, ad avvicinarsi troppo. «È arrivato a ridosso del mio, si sono azzannati e io ho fatto di tutto per tirare via il mio cane, ho usato tutte le mie forze. Mi dispiace tanto per l’accaduto».
La proprietaria del chihuahua, una donna di Trento, era assieme alla figlia in quella circostanza. Si era rivolta subito alla polizia locale, spiegando che il giovane con il cane se ne era andato senza dare il proprio nome o altri dati necessari per un risarcimento.
Era stata la figlia della donna, il giorno successivo, a notare proprio in via Pranzelores una ragazza che passeggiava con un cane nero del tutto simile a quello che aveva ucciso il chihuahua. Aveva pure scattato alcune foto della sconosciuta, tenendola d’occhio a distanza per capire dove stesse andando. L’ha vista entrare in un’abitazione e ha poi condiviso gli elementi raccolti con la polizia locale.
Gli agenti incaricati dell’indagine hanno incrociato i dati, osservato le telecamere di videosorveglianza, sentito anche il servizio veterinario provinciale che confermava che la ragazza aveva un cane meticcio. Dalla proprietaria dell’animale, attraverso un riconoscimento fotografico, è stato possibile risalire all’identità del giovane che quella sera stava passeggiando con il simil pitbull. Lunedì 10 marzo si è celebrata l’udienza in tribunale: il fascicolo passerà per competenza al giudice di pace.