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Arisa, sabato concerto live

a Castel Beseno «acoustic»

con i suoi nuovi brani

L'intervista con la cantante ligure che ha scelto la strada di una produzione indipendente per trovare nuovi stimoli artistici

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La sua scelta di abbandonare una label di grande prestigio come la Sugar di Caterina Caselli ha fatto rumore ma Arisa aveva bisogno di respirare nuova aria e nuove fragranze musicali. Ce lo racconta in questa intervista la cantante genovese attesa sabato alle 16, nella cornice di Castel Beseno, per uno degli eventi clou della prima edizione del «Festival dei castelli trentini». Arisa, al secolo Rosaria Pippa, insieme ai brani più famosi canterà anche il suo ultimo singolo «Ricominciare ancora» accompagnata da Gioni Barbera, Sandro Rosati e Giulio Proietti.

Arisa, iniziamo dalla sua decisione di lasciare la Sugar e di affidarsi a una distribuzione da indipendente: una scelta di libertà?
«Più che il termine lasciare direi che ho voluto intraprendere una nuova strada perché non mi sentivo, in quel frangente, molto capita e quindi ho sentito la necessità di stare da sola per un po’. Nella Sugar e nella Warner non c’è nulla che non andava, tutto è nato a me, dalla mia curiosità di sperimentare ed imparare. Ho fatto questo esperimento sul mio ultimo singolo ed ho capito tante cose».

Quali?
«In primis che non è vero che le case discografiche non sono utili come molti dicono. Se instauri il giusto rapporto, trovi persone che credono nel tuo progetto e ti capiscono, le label sono un ottimo supporto. Fare questo lavoro da soli è molto difficile quindi non è detto che questa mia scelta sia definitiva».

Il primo frutto “indipendente” è la canzone «Ricominciare ancora».

«Questo pezzo è nato insieme a Federica Abbate e Claudia Franchini, autrici del testo. Avevo voglia di comunicare alle persone, a chi mi ascolta, un senso di positività, per donare a tutti la forza di vivere con gioia. “Ricominciare ancora” è il manifesto della realtà che stiamo vivendo negli ultimi anni e che ha raggiunto il suo culmine nel periodo del lockdown: ma tutto qui è affrontato con un pensiero positivo che invita a credere in se stessi, ad aver voglia di cambiare iniziando dalle piccole cose per arrivare a quelle più grandi».

Dal punto di vista musicale come lo definirebbe?
«A me sembra un brano psichedelico e frizzante insieme».

 

Parliamo del concerto di sabato a Castel Beseno.
«Sarà on stage con il mio trio di musicisti, ormai rodatissimo, formato da pianoforte, basso e batteria. Proporremo un live acustico che spazia dai miei maggiori successi ai brani più recenti senza dimenticare alcune cover. In occasioni come questa, infatti, mi piace anche cantare brani di altri artisti che mi piacciono, canzoni che sento “mie”, attraverso cui comunicare i messaggi a cui tengo».

Come sta vivendo questo momento così particolare per la musica legato all’emergenza Covid-19?
«Come persona sono molto attenta a rispettare le disposizioni a partire dall’uso della mascherina mentre come artista c’è molta preoccupazione per le prospettive che ci sono per il mondo dello spettacolo. Ma quello che mi spaventa maggiormente è l’idea di continuare a condurre una vita imprigionata, limitata a causa del coronavirus, perché questa non è vita».

La sua sensibilità l’ha portata a partecipare a ben due iniziative benefiche proprio per la lotta al coronavirus.
«Sì, ho dato il mio contributo al supergruppo Italian Allstars 4 Life che ha riunito oltre cinquanta artisti per l’incisione del brano. Ma il cielo è sempre blu con il ricavato devoluto alla Croce Rossa e insieme alla cantautrice Manupuma, il singolo benefico “Nucleare” per il sostegno dell’iniziativa Maternità Covid-19 della Fondazione Francesca Rava».

Troppo presto per parlare di un nuovo album?
«Diciamo che ci sto lavorando, ma io in realtà lavoro sempre, ho tantissime idee e progetti da concretizzare. Al momento però non mi sono data delle scadenze».

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