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Feliciano, nuovo disco

e fra le tracce c'è

anche Jacopo Fo

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A tre anni di distanza dall’ultimo album il cantautore di Arco Roberto Feliciano ha pubblicato il cd “editiNONediti”. Una produzione, realizzata nell’ambito della factory Art cof.fee Project, che raccoglie tutti i brani realizzati negli ultimi dieci anni e, ad oggi, mai pubblicati. Pezzi, come racconta qui Feliciano, che hanno avuto una vita propria in qualche modo anche se estemporanea attraverso progetti ad hoc o per esibizioni live.

Feliciano, cosa raccoglie “editiNONediti”?
«A distanza di dieci anni dal primo dei miei cinque cd di brani inediti, durante la progettazione del sesto, mi sono reso conto che negli anni avevamo prodotto diverse canzoni mai inserite nei cd. Con Ferdinando Corazzin abbiamo avuto modo di collaborare e incidere con vari personaggi del mondo della musica e dello spettacolo, brani utilizzati in diversi frangenti ma mai editi e pubblicati».
Era arrivato quindi il momento giusto.
«Si trattava di parecchio materiale e trovandolo comunque ancora interessanti, abbiamo deciso di pubblicarli. Il titolo “editiNONediti” non dice altro che la verità. Confesso che, al contrario di Corazzin – sorride il musicista (n.d.r.)- sono affetto da una pigrizia a dir poco ingestibile e l’idea di posticipare il lavoro per il mio sesto cd mi ha stuzzicato non poco».
Qual è la particolarità dei brani della tracklist?
«Sono eterogenei nello stile musicale ma di particolare hanno soprattutto il fatto di averli incisi o scritti coinvolgendo a vario titolo artisti, anche affermati, che si sono divertiti con noi».
Fra le collaborazioni quella con lo scrittore e regista Jacopo Fo, figlio del Nobel Dario.
«Anni fa ho suonato una sera per lui e i suoi ospiti alla Libera Università di Alcatraz dove Jacopo vive. Abbiamo chiacchierato a lungo e così mi ha chiesto di realizzare una sigla per il trailer di un programma televisivo che purtroppo non è arrivato dove avrebbe potuto. In seguito abbiamo collaborato a “M’illumino di meno” canzone di cui Fo firma il testo, scritta per la trasmissione di Radio Rai “Il ruggito del coniglio”».
Fra le featuring quella del cantante lirico arcense di levatura internazionale Nicola Ulivieri.
«E’ un onore aver collaborato con lui: è una grandissima persona oltreché un artista riconosciuto. Ulivieri si è reso disponibile a collaborare dopo aver sentito un mio pezzo, ed essersi commosso. La canzone parla della Marina: un personaggio della nostra zona vissuto fino agli anni ‘80 e che anche lui aveva conosciuto».
E le altre?
«Con Lucio Gardin ci siamo incontrati all’epoca dei Mondiali di Fiemme. Partecipavo con “Salto” al contest organizzato da Radio Dolomiti dove siamo arrivati in finale. Lui aveva pubblicato sull’Adige il suo editoriale domenicale, ironizzando sul coinvolgimento del compositore slavo Goran Bregovic, proponendo un inno alternativo in dialetto. Quando gli ho proposto di farlo musicare e di cantarlo insieme è partito in quarta. Un altro pezzo è tratto da una poesia di Mafalda Gobbi, un’amica che non è più con noi, in cui si evoca il lago di Toblino. “Televisione riscoperta” è stata invece utilizzata per anni come sigla del telegiornale di Telegarda. Vorrei ricordare anche i brani realizzati con la cantante Antonella Malacarne e il pianista Riccardo Zanetti».
La produzione è affidata a Corazzin.
«Senza di lui non ci sarebbe nessun mio album. Corazzin ha realizzato le musiche e parte dei testi di tutto quello che ho pubblicato fino ad oggi. Lui ha anche realizzato tutti gli arrangiamenti, la pre-produzioni e curato le registrazioni e mastering: insieme stiamo già pensando al prossimo cd, molte canzoni sono pronte ma al momento non ci siamo dati delle scadenze. Intanto lasciamo decantare questa raccolta».

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