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Proroga o riscatto: in Parlamento

la resa dei conti sul futuro dell'A22

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Nella valanga di emendamenti (sono 2.600) al Decreto Agosto, arrivato in commissione bilancio al Senato, ce ne sono una dozzina che riguardano il futuro di A22 e non solo.

Siamo al redde rationem. Entro il 7 ottobre (prima della conversione in legge) si capirà quale soluzione parlamentare, con l'assenso del governo, sarà trovata. E da questa soluzione dipenderà non solo il fatto che l'A22 possa continuare ad essere governata dagli enti pubblici dei territori attraversati, come avviene da 62 anni. Ma pure la tenuta degli equilibri dell'assetto di governo della Regione.

Le quattro soluzioni proposte.

I dodici emendamenti all'articolo 94 del Decreto Agosto, che ha fissato al 30 novembre 2020 il termine ultimo per la firma della convenzione di concessione, propongono tutte le soluzioni fin qui avanzate e che dividono i soci pubblici di Autobrennero spa. Alcuni emendamenti sono a firma Donatella Conzatti , la senatrice trentina di Italia Viva: uno propone una mini-proroga al 30 giugno 2021 per trovare un accordo; un altro l'estensione dell'attuale concessione (scaduta il 30 aprile 2014) fino a tutto il 2027, «condizionata ad uno specifico programma di investimenti»; un terzo toglie il vincolo della "totalizzazione pubblica", per lasciare, com'è oggi, i privati nel capitale di Autobrennero, nei limiti indicati dalla Direttiva Ue del 2014.

Nella direzione della proroga dell'attuale concessione vanno gli emendamenti della Lega Salvini Premier, primo firmatario il senatore Paolo Tosato di Negrar (Verona). Una proroga, condizionata ad investimenti da realizzare senza contributi o finanziamenti pubblici, fino al 2030, o fino al 2027 o al 2023. La proroga dell'attuale concessione, com'è noto, è la soluzione caldeggiata anche dal governatore leghista del Trentino, Maurizio Fugatti .

C'è una terza soluzione: quella del riscatto delle azioni dei privati, ad un valore che non tenga conto del Fondo Ferrovia accantonato (che oggi vale 800 milioni ). È la proposta concordata dalla ministra Paola De Micheli con il governatore altoatesino Arno Kompatscher . Approvando il Decreto Agosto, il consiglio dei ministri, diviso al suo interno, non l'ha fatta propria. C'è anche, sul punto, una lettera di tutti i soci pubblici che evidenzia alcune criticità della soluzione riscatto, pure in ordine alla tenuta costituzionale. La novità è che a rilanciarla, sotto forma di emendamento, sono due senatori veneti del Pd ( Vincenzo D'Arienzo , veronese, e Andrea Ferrazzi , veneziano) assieme a Dieter Steger della Svp (Gruppo per le autonomie). La Svp propone inoltre, con due emendamenti specifici, una soluzione al nodo degli extraprofitti realizzati in regime di proroga (il 20% andrebbe allo Stato) e per la governance .

Il cda di Autobrennero convocherà un'assemblea straordinaria dei soci, per trovare una soluzione condivisa, all'esito del percorso al Senato. Intanto, la giunta regionale si è affidata al professor Lorenzo Saltari , uno dei massimi esperti in diritto europeo e nazionale in materia di concessioni autostradali, per una consulenza sulle criticità irrisolte: natura giuridica del Fondo Ferrovia, extraprofitti e assetto di governance futto dell'accordo di cooperazione sottoscritto, che di fatto "nazionalizza" la gestione di A22.
La Regione è primo azionista di Autobrennero e la prossima primavera ci sarà il giro di boa di metà legislatura: Fugatti presidente al posto di Kompatscher. Non sarà un giro di boa indolore se non sarà chiusa la partita della concessione. E tra Svp e Lega, che governano assieme la Provincia di Bolzano, oltre che la Regione, un chiarimento si imporrà.

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