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Sci, sempre più complicata

la prospettiva delle riaperture

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In Trentino Alto Adige per molti un inverno senza sci è inimmaginabile, un po' come un’estate senza mare. Anche se l’ultima parola non è stata ancora detta, sembra allontanarsi ulteriormente l’apertura della stagione sciistica, che comunque sarebbe solo per i residenti.

Grazie alla «via altoatesina», più volte percorsa durante questa pandemia, la Provincia autonoma intendeva aprire almeno una parte degli impianti il 18 gennaio, ma l’Italia che a breve si tingerà in gran parte di arancione potrebbe far svanire questa speranza.

La situazione è simile in Trentino. «Al governo abbiamo chiesto, qualora la zona sia ancora classificata come gialla, di poter permettere lo sci ai residenti. Vale per gli impianti che vogliono aprire e soltanto per i residenti perché rimane valido il divieto di spostamento nazionale fino al 15 di febbraio».

Così il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, nel corso di una diretta su Facebook. Prima di parlare di sci, ha aggiunto Fugatti, «bisogna vedere la classificazione del governo e rimanere gialli, quindi fare annunci mi pare poco serio.

Bisogna vedere se oggi il Dpcm del governo prevede la possibilità di aprire gli impianti in caso di giallo e qualora non lo prevedesse e dovessimo rimanere gialli è chiaro che andremo ad un contenzioso».

«Quando - ha ricordato il governatore - 40 giorni fa abbiamo fatto un’ordinanza per tenere aperti i ristoranti la sera siamo stati gli unici in Italia per una settimana. Qualcuno mise in dubbio i ristori per quell’ordinanza. Quindi noi possiamo fare il braccio di ferro, ma se c’è il rischio che il governo metta in dubbio i ristori i rischi vanno valutati». Secondo Fugatti, «si potrebbe andare oltre sapendo che il giorno dopo arriva l’impugnativa e valutare cosa consegue al contenzioso con lo Stato, con la giurisprudenza, che ormai tende ad essere favorevole alle posizioni del governo», ha detto ancora Fugatti.

In serata il suo omologo altoatesino Arno Kompatscher si è confrontato con gli impiantisti locali sul da farsi.

Sulle Dolomiti, che sul versante bellunese sono già in arancione come nel resto del Veneto, dove nei giorni scorsi i gatti della neve hanno battuto le piste, presto potrebbe tornare la quiete.

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