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Danni alle vetrine al Postamat

Condannati sette anarchici

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Si è chiuso con sette condanne il processo a carico di altrettanti anarchici a giudizio per danneggiamento. A fare le spese di una serata in cui si erano confrontati, a distanza grazie ad un massiccio schieramento di polizia, anarchici e simpatizzanti di Casa Pound era stata la vetrina del negozio “Funky” di via delle Orne a Trento e uno sportello Postamat di piazza Vittoria.

I fatti oggetto del processo risalgono al 9 febbraio del 2018, giornata in cui si ricordavano le vittime delle foibe. Simpatizzanti di destra avevano celebrato l’evento in un clima da Ventennio davanti alla targa che in via San Francesco ricorda gli italiani morti nelle foibe. In risposta gli anarchici avevano organizzato una contromanifestazione che non si era limitata a contestare idee diverse. Un gruppetto di antagonisti ruppe la vetrina del Funky.

«Il danneggiamento - si legge sul capo di imputazione - veniva materialmente eseguito da Giulio Berdusco e Agnese Trentin, mediante l’uso di un  estintore impiegato prima per sfondare il vetro, e poi per inondare di polvere lo spazio ad essa retrostante ed i capi di abbigliamento». Secondo l’accusa, Massimo Passamani, Enzo Ianes e Andrea Parolari li occultavano alla vista della polizia e dei passanti a mezzo di uno striscione. Allo stesso scopo Maffei Nikita accendeva un fumogeno creando una ulteriore cortina». Quella stessa sera veniva danneggiato anche lo sportello Postamat: tastiera e schermo venivano imbrattati  rendendo impossibile l’utilizzo. Secondo l’accusa il responsabile era Matteo Nascimben. Infine lo stesso Nascimben e Maffei erano accusati di aver portato fuori dalla loro abitazione dei bastoni».

Per quei fatti a processo sono finiti in sette. Quanto al danneggiamento del negozio la difesa, con l’avvocato Giampiero Mattei, ha sostenuto che il semplice atto di tenere uno striscione non basta certo a ritenere  i manifestanti moralmente responsabili per un danneggiamento commesso da altri. Quanto ai bastoni secondo la difesa si trattava solo di aste per bandiere.

Il giudice però ha condannato tutti gli imputati come richiesto dal pm Pasquale Profiti: Passamani e Parolari 6 mesi e 20 giorni; Berdusco e Trentin 6 mesi; Ianes 5 mesi e 10 giorni; Maffei e Nascimben 4 mesi e 6 gionri.

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