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Sommozzatori dei pompieri:

da mercoledì a Mattarello

interventi di soccorso più rapidi

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A partire da mercoledì i sommozzatori dei vigili del fuoco permanenti di Trento torneranno al nucleo elicotteri di via Lidorno.

Come accadeva negli scorsi anni da giugno: due uomini in aggiunta all’organico ordinario del servizio antincendi aeroportuale. I vertici del corpo e del Dipartimento protezione civile della Provincia lo hanno deciso ieri con un ordine di servizio nel quale si specifica che la presenza dei sommozzatori alla base di Mattarello sarà continuativa dal 15 luglio al 13 settembre 2020 «allo scopo di assicurare il soccorso subacqueo e acquatico urgente in tempi contenuti ed in considerazione della maggiore probabilità di necessità di questa tipologia di soccorso nella stagione estiva».

Nelle scorse settimane non erano mancate le polemiche per la mancata presenza dei vigili del fuoco del nucleo sommozzatori alla base del nucleo elicotteri, che era risaltata soprattutto - purtroppo - in occasione degli incidenti sui laghi che dalla metà di giugno in avanti, tra la Valsugana e le Giudicarie, a Caldonazzo, Levico e Roncone hanno già fatto quattro vittime.

Una variazione di assetto - rispetto agli anni scorsi, quando i sommozzatori in questo periodo erano di stanza a Mattarello già da un mese e mezzo - che aveva portato anche a interrogazioni in Consiglio provinciale, come quella firmata dal consigliere di Onda civica Filippo Degasperi e suscitato condivisibili perplessità.

Legate all’innegabile perdita di minuti preziosi che comporta la dislocazione dei sommozzatori in un punto della città distante dalla base di partenza degli elicotteri.
Elemento che era stato proprio quello che, a partire dal 2013, aveva portato il corpo permanente dei vigili del fuoco a rivedere l’impianto secondo cui i sommozzatori in caso di emergenze raggiungevano il campo Coni di via Maccani per essere caricati a bordo dell’elicottero trasferendo stabilmente - almeno nel corso dei mesi estivi - gli uomini del nucleo specializzato direttamente a Mattarello.

Il dirigente del Dipartimento della protezione civile della Provincia Raffaele De Col ha spiegato come tutto sia stato legato all’emergenza Covid-19, che ha impedito alla ventina di sommozzatori in forza al corpo permanente dei vigili del fuoco permanenti di Trento di portare a termine regolarmente, nei mesi scorsi, il percorso di formazione continua obbligatoria.

«Purtroppo questo è stato uno degli effetti della fase acuta dell’emergenza dei mesi scorsi: non tutto il personale del nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco era, per così dire, in regola con la formazione - spiega De Col - e solo a partire dal mese di maggio questi percorsi hanno potuto proseguire e concludersi. Non c’era dunque il personale sufficiente per poter dare il via dal primo giugno, come in passato, al servizio continuativo di presenza dei sommozzatori alla base di Mattarello. Nei giorni scorsi tutti i sommozzatori del nucleo hanno concluso la formazione e si sono così risolti i problemi legati alla stesura dei turni in grado di coprire il servizio, dalle 8 alle 20 tutti i giorni fino a metà settembre».

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