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Minacce di morte a de Guelmi

per le sue parole sull'orso M49

Denuncia contro i "leoni da tastiera"

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Il veterinario Alessandro de Guelmi è stato preso di mira dai “leoni da tastiera” per la sua intervista all’Adige sulla cattura di M49.

Su Facebook sono comparsi oltre 500 commenti, tanti a suo favore o con spunti di riflessione interessanto, ma alcuni contengono minacce di morte. Ieri de Guelmi ha presentato querela presso la polizia postale: gli “investigatori della rete” si occuperanno dell’identificazione dei responsabili della pubblicazioni di frasi irripetibili, contro un professionista che per una vita si è occupato di animali e per ben 30 anni degli orsi trentini.

A de Guelmi viene contestato il pensiero, espresso sulle colonne dell’Adige, che «se l’orso è veramente pericoloso va abbattuto» dato che «non è dignitoso rinchiuderlo a vita, prima in una gabbia, poi in un recinto».

Parole che vanno contestualizzate nel ragionamento a 360 gradi esposto dal veterinario: de Guelmi sostiene anche che «gli orsi non vanno messi in un recinto» e che «i forestali sono persone di una capacità tecnica, professionale unica, mossi da una grande passione».

Ma c’è chi, tra gli affezionati dei social, legge solo una parte dell’intervista o si limita ad unirsi agli altri commenti senza aver approfondito l’argomento: sono i “leoni da tastiera” che si nascondono dietro ad un video e ad un’identità (spesso non reale) per attaccare chiunque passi a tiro. I punti di vista sono tanti e qualche commento feroce può esserci in un dibattito. Intollerabile invece è il superamento di certi limiti, che vanno oltre la maleducazione e sfociano nel reato. Insultare e, soprattutto, minacciare di morte sono comportamenti perseguiti dalla legge.

Tra i carabinieri ed i poliziotti esiste personale specializzato nelle indagini che riguardano il web. Nulla rimane impunito: i “leoni da tastiera” lo dovrebbero ricordare sempre.

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