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Le Bande del Trentino

fanno i conti con la pandemia

«annullati 1400 concerti»

 

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«La storia ci insegna che le nostre bande hanno dovuto smettere di suonare durante le guerre mondiali, ma poi si sono ricostruite. Oggi siamo in difficoltà, ma ne usciremo insieme più forti di prima. Convinti che la musica unisce e non divide, e perseguendo quei valori di aggregazione e socializzazione che da sempre hanno rafforzato il nostro movimento». Sono queste le parole con cui Renzo Braus, presidente della Federazione dei Corpi Bandistici della Provincia di Trento, ha aperto domenica mattina l’assemblea generale delle bande tenutasi presso il teatro di Aldeno.

Un incontro - prevalentemente dedicato all’approvazione del bilancio consuntivo 2019 - che si sarebbe dovuto svolgere in primavera, ma sospeso per il coronavirus. Così come la gran parte delle attività degli 86 corpi bandistici presenti in Trentino e dei loro 6.000 associati, suddivisi tra bandisti e giovani in formazione. Costretti a deporre spartiti e strumenti dal 9 marzo scorso.

«Sono stati giorni difficili per tutti noi - ha detto Braus alla platea -: la non possibilità di muoversi da casa, la non possibilità per le nostre bande di trovarsi come di consueto per le prove settimanali e la sospensione dei vari concerti già programmati. Al termine di gran parte delle restrizioni non sapevamo come comportarci, e nemmeno i nostri riferimenti - assessore e dirigenti per le attività culturali - esprimevano qualche certezza. Ci saranno dei musicisti che non ritroveremo nelle nostre bande? Cosa ci aspetterà in futuro? Erano questi i sentimenti che emergevano non solo da parte dei maestri, ma anche dai singoli suonatori». Nello specifico, il Covid ha cancellato gli eventi del progetto Euregio, i corsi estivi musicali presso Passo Oclimi e Cesenatico, il progetto Bande in vetta, il Festival bandistico ed il Seminario per direttori. Oltre ad un numero quasi incalcolabile di concerti tenuti dai corpi, che sfiorano normalmente i 1400 annui.

«A partire da giugno - ha proseguito fiducioso il presidente - ad ogni modo siamo ripartiti con le prove di sezione sia all’interno che all’esterno, e qualche corpo ha eseguito i primi concerti. Da settembre in poi, invece, si apre per le bande un momento di studio in vista delle celebrazioni di Santa Cecilia, Santa Lucia e del Natale».

E riguardo alla didattica 2020/2021? «Un aspetto molto importante della nostra attività - ha concluso - è proprio quello della formazione rivolta agli allievi bandisti, ai maestri e a tutte le figure che operano all’interno del movimento. Lo scorso anno scolastico gli allievi erano 2.880: ragazzi dai 9 anni in su suddivisi tra formazione-solfeggio e corsi di strumento che nei mesi di marzo, aprile e maggio hanno recuperato le lezioni grazie alla didattica a distanza. Ora, a partire dal 14 settembre, riprenderanno i nuovi corsi di formazione in presenza in ottemperanza dei protocolli di sicurezza. Grazie alla musica, non ci fermeremo nemmeno questa volta».

Tornando all’assemblea il bilancio consuntivo dell’anno 2019 si è chiuso con un avanzo di gestione di 3.331 euro. Il direttivo resterà in carica fino alle celebrazioni del 70esimo anniversario della Federazione, in programma per il 20 giugno 2021 in apertura delle Feste Vigiliane.

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