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Covid, i casi di oggi aumentano a 82

nella filiera della carne sono 60, 

5 fra raccoglitori di Romania e Bulgaria

Fra gli operai della filiera, il totale è di circa 140 infetti

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Alle 16,15, in conferenza stampa, l’assessore alla Salute Stefania Segnana annunciava 68 nuovi casi di positività al Covid (60 legati ai focolai della lavorazione delle carni, 5 fra raccoglitori di mele e uva, e 3 sul territorio). Ma quuesta sera è arrivato un nuovo conteggio: sono al omento 82 i nuovi casi oggi in Trentino.

Scrive la Provincia: «Gli ultimi dati trasmessi dall’Azienda sanitaria nella prima serata di oggi portano a 82 i casi complessivi di Covid 19 in Trentino: 68 riguardano, come comunicato nel corso della conferenza stampa del pomeriggio, lavoratori, in particolare 60 impiegati nella filiera delle carni, a cui si aggiungono altri 5 casi appartenenti al settore della raccolta e lavorazione della frutta. L’attenzione viene rivolta soprattutto ai comportamenti e alle frequentazioni che avvengono al di fuori del luogo di lavoro. Tutti i soggetti risultati positivi al test dell’Azienda sanitaria sono asintomatici. Da parte delle aziende viene offerta la più ampia collaborazione al personale medico-sanitario e alle autorità competenti al fine di circoscrivere i contagi.

Nessuno dei nuovi contagiati registrati oggi è minorenne. 1895, infine, i tamponi effettuati nelle ultime 24 ore.

La filiera delle carni – è stato sottolineato – costituisce un focolaio di contagio non per il tipo di prodotto lavorato ma per l’organizzazione delle diverse, lavorazioni, in parte affidate ad aziende cooperative esterne, composte da persone che si frequentano molto anche all’esterno del luogo di lavoro. L’Azienda sanitaria si era già attivata in primavera avviando una campagna di informazione rivolta ai lavoratori della filiera, che aveva dato risultati positivi, confermati anche dall’attività di screening. I nuovi casi sono emersi più recentemente ed interessano in tutto attualmente circa 130-140 persone.

Fra gli altri casi positivi di oggi ve ne sono alcuni che interessano i lavoratori impiegati nella raccolta, lavorazione e immagazzinamento delle mele e dell’uva, in gran provenienti da Romania e Bulgaria. Nei prossimi giorni, con l’intensificarsi delle attività nella filiera, è previsto l’arrivo di qualche migliaio di lavoratori, che saranno sottoposti, come noto, alla cosiddetta “quarantena attiva”: assimilati ai lavoratori essenziali, saranno sottoposti a tampone diagnostico ma potranno lavorare, rispettando le distanze fra di loro e rimanendo all’interno di gruppi numericamente limitati, di quattro persone, anche una volta terminata la giornata lavorativa. I 5 lavoratori risultati positivi oggi, su oltre un migliaio di lavoratori complessivamente testati, sono alle dirette dipendenze delle aziende agricole.

La raccomandazione dell’Azienda sanitaria è come sempre quella di osservare scrupolosamente le regole ben note, soprattutto per quanto riguarda il distanziamento sociale, al fine di continuare a gestire la “convivenza” con il virus svolgendo al tempo stesso una vita il più possibile normale. Per le persone risultate positive e che stanno osservando la quarantena sono stati ripristinati i servizi di assistenza già “rodati”, a partire da “Resta a casa, passo io”, per la fornitura dei generi alimentari.

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