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Lutto nella musica trentina

Stefano Laudadio Ferri

si è spento a soli 58 anni

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Il mondo della musica trentino perde uno dei suoi protagonisti:  Stefano Laudadio Ferri, 58 anni, si è spento oggi a causa di una malattia.

I funerali si svolgeranno lunedì 21 settembre, alle 16, nella chiesa del cimitero di Trento

Promotore di innumerevoli progetti e di gruppi in cui ha suonato, era ritenuto uno dei più valenti musicisti della scena locale.

Laudadio, che di lavoro faceva il postino, nell’ultimo periodo aveva vissuto la ricca esperienza dei Tins: lui alla chitarra, affiancato da Frankie Depedri (voce) e Roberto Segato (tastiere) . Una band i cui protagonisti da sempre guardano a un certo tipo di pop/rock proveniente da oltremanica,
ma non solo.

Grazie alle varie esperienze e collaborazioni intrattenute
negli anni dai singoli componenti in ambiti musicali molto diversi, la loro musica si tingeva di sfumature inusuali dove chitarre rock si fondevano con orchestrazioni dal sapore classico, cori eterei si contrappuntano a voci calde, batterie ora accennate ora predominanti sostengono tastiere dal carattere quasi prog.

Laudadio e i suoi compagni di strada festeggiarono due anni fa il secondo album del gruppo, «A second chance», uscito nel 2018, un’ennessima conferma della qualità dei tre musicisti della creatura sonora Tins che hanno scritto pagine importanti per la scena musicale di Trento.
L’ambul era arrivato dopo dieci anni d’attesa: nel 2008  uscì il primo, «Tourists in Sunderland».

«A second chance», in distribuzione su tutte le piattaforme digitali, ha un taglio decisamente british rispecchiando le diverse influenze dei componenti della band. C’è tanto dello spirito creativo della new wave,  quella di gruppi come Simple Minds, Talk Talk, Ultravox e i primi U2 per capirci, senza dimenticare la lezione di David Bowie ma c’è anche la voglia di guardare altrove con diversi riferimenti all’elettronica degli anni ‘80 ma anche del terzo millennio (i più curiosi possono scroprie anche un link con i nordici Röyksopp).

Stefano Laudadio è stato protagonista anche in altri contesti artistici di rilievo: ha curato per esempio le musiche del videoclip «Ezra Pound’s Places» di Stefano Benedetti con immagini di Lome. Un percorso virtuale dagli Stati uniti a Londra, da Venezia a Pisa, fino a Merano, nei luoghi più significativi della vita del poeta, che visse per lo più in Europa e fu uno dei protagonisti del modernismo e della poesia
di inizio XX secolo.

Fra le varie composizioni firmate da Laudadio, “L’acqualavalanotte”, per accompagnare un’opera pittorica di Lome, presentata a Cavalese per la mostra «Venezia nel cuore».

Anche Artesella ha visto protagonista Laudadio, das empre apprezzato anche nel ruolo di fonico, nel 2005, con un’opera dedicata all’intensa poesia di Alda Merini: un’istallazione sonora allestita nell’ex-porcilaia di malga Costa e per intitolata “Perle ai porci”: un lavoro multimediale anche in questo caso in collaborazione con Lorenzo Menguzzato Lome, con la voce della poetessa che recita cinque sue poesie inedite, per il Festival di poesia contemporanea "Quotapoesia".

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