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Domenica prossima i primi vaccini Covid in Trentino: arrivano 100 dosi, priorità per medici e sanitari

Eseguite in 7 ospedali e 7 Rsa: quindi ci saranno 7 fiale per ogni staff

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foto Ansa/ EPA

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Ieri l’Ema, l’Agenzia europea per i medicinali, ha dato il via libera al vaccino anti-Covid dell’azienda Usa Pfizer e della tedesca Biontech. Domenica prossima 27 dicembre arriveranno in Italia le prime 9.750 dosi. Prima tappa, l’ospedale Spallanzani di Roma da cui, nello stesso giorno, partirà il primo invio verso tutte le regioni per avviare la vaccinazione simbolicamente tutti insieme. In Trentino arriveranno 100 dosi in uno dei due punti di stoccaggio previsti, Trento o Rovereto. Quindi domenica ci sarà il primo vaccinato anti-Covid della nostra provincia.

L'idea dell'assessore Stefania Segnana annunciata ieri sera è quella di non fare le vaccinazioni solo a Trento o Rovereto, ma di sfruttare l'effetto mediatico del "Vaccin Day" asllestendo ben 14 punti di vaccinazione in tutto il territorio: si faranno le vaccinazioni al personale sanitario in 7 ospedali e in 7 RSA trentine.

Segnana ha spiegato ieri che si stanno predisponendo i team di vaccinazjone. Quindi essendoci 100 dosi disponibili, ci saranno 14 team vaccinali in Trentino: praticamente ogni team avrà a disposizione nella giornata di domenica circa 7 fiale. In pratica, l'idea si Segnana è di mobilitare una trentina di persone (a somministrare il vaccino debbono essere medici o infermieri) per fare 7 vaccinazioni in ognuna delle 14 sedi designate.

«Sui destinatari dei primi cento vaccini aspettiamo indicazioni dal commissario per l’emergenza Domenico Arcuri - dice il direttore sanitario dell’Azienda provinciale Antonio Ferro - Ieri (l’altro ieri ndr) c’è stata la riunione con Arcuri e le Regioni vogliono che siano fornite indicazioni». Nei giorni successivi arriveranno complessivamente 18.659 dosi di vaccino, che saranno somministrate da uno staff di 30 medici, infermieri e Oss (operatori socio-sanitari). Il vaccino Pfizer prevede il richiamo, ma queste saranno tutte prime dosi.

«La priorità è per gli operatori sanitari, compresi i medici di famiglia e i pediatri, gli operatori delle strutture accreditate, quelli delle Rsa e gli ospiti delle residenze per anziani» precisa Ferro. La platea potenziale è formata da 9.500 operatori dell’Azienda sanitaria, 5.000 delle case di riposo, 4.500 anziani ospiti delle Rsa. Si va incontro quindi alla richiesta dell’Ordine dei medici di vaccinare in tempi rapidi tutti i 3.400 camici bianchi trentini.

La platea, tuttavia, è potenziale perché il vaccino non è obbligatorio e ognuno sceglierà se farlo oppure no. Venerdì erano arrivate comunicazioni urgenti in tutti gli ospedali, le cliniche e le Rsa del Trentino sulle prime dosi (l’Adige di sabato). Medici, infermieri e personale che intendono aderire alla campagna vaccinale devono comunicarlo all’Azienda sanitaria entro domani, martedì 22.

 

I due presìdi trentini per la prima fase della campagna sono a Trento e Rovereto ed entrambi sono dotati di celle Ult, ultra-low temperature, per la conservazione delle dosi a bassissime temperature, meno 75 gradi centigradi, come è necessario fare per questo vaccino.

Il Trentino ha ordinato 6 celle che dovrebbero coprire l’intero processo di vaccinazione. Il personale dedicato alla prima fase di vaccinazione comprende 22 tra medici e infermieri e 8 operatori socio-sanitari. «Il vaccino può essere spostato per 4-6 ore - spiega Ferro - Quindi si potrà portarlo sul posto ai destinatari che si trovano nelle valli». In primo luogo quelli che non si possono spostare come gli anziani.

La somministrazione delle prime 18mila dosi dovrà concludersi entro 21 giorni. Il vaccino Pfizer-Biontech, infatti, prevede il richiamo proprio con quella scadenza. «La seconda dose va somministrata dopo 21 giorni - puntualizza Ferro - Entro questo periodo quindi arriveranno a tranche altrettante dosi».
A livello nazionale, la prima fase comprende 1 milione 833mila dosi, ma è già prevista una seconda fornitura da Pfizer di 2.507.700 dosi, che consentiranno appunto di somministrare la seconda dose alle categorie prioritarie, ma anche di avviare la vaccinazione della popolazione più fragile. In Trentino, in proporzione, dovrebbero arrivare altre 25mila dosi. Il 6 gennaio, inoltre, l’Ema potrebbe dare il via libera anche al vaccino dell’altra società statunitense Moderna, già approvato dall’Fda, l’agenzia Usa per i farmaci, con ulteriori opportunità di forniture anche per l’Italia.

La popolazione più fragile a cui sarà somministrato il vaccino nella seconda fase è in primo luogo quella anziana. In Trentino abbiamo 90mila persone dai 70 anni in su. «Il criterio sarà indicato dal ministero - afferma Ferro - C’è una commissione che elabora il piano strategico ma abbiamo anche noi voce in capitolo».

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