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Vaccini, in Trentino i "richiami"

Dosi sufficienti anche se Pfizer

per ora dimezza le consegne

Covid, vaccino, vaccini, vaccinazione
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foto ANSA

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Inizieranno da oggi in Trentino le vaccinazioni «di richiamo» del personale medic o e degli anziani che furono vaccinati per primi.

«Nonostante la decisione, unilaterale, presa da Pfizer di ridurre le dosi di vaccino destinate all’Italia, la campagna di vaccinazioni anti Covid in Trentino va avanti come previsto, per lo meno nell’immediato». Questa la precisazione dell’assessore provinciale alla Salute, Stefania Segnana, dopo che Pfizer ha ridotto di 165 mila dosi la fornitura di vaccini che doveva arrivare in Italia la prossima settimana. E per il Trentino, arriveranno la metà dei vaccini prenotati per la prossima settimana.

«Siamo preoccupati - ha chiarito l’assessore Segnana - perché questa decisione produrrà un’asimmetria tra le diverse regioni italiane. Alcune mantengono intatta la loro fornitura, altre vengono pesantemente colpite: fra queste, il Trentino che vede dimezzate le forniture della prossima settimana. Non è riconoscibile alcun criterio per questa difformità: non vi è proporzionalità, nè con la popolazione, nè con il numero degli anziani, nè con il numero o la percentuale di dosi somministrate - osserva l’assessore Segnana».

Al momento - spiega il direttore dell’Azienda sanitaria, Pier Paolo Benetollo - non ci sarà nessuna conseguenza sulla campagna vaccinale in Trentino, tanto che domani inizierà come previsto la somministrazione della seconda dose di vaccino a chi si era vaccinato il 27 dicembre e sono ugualmente garantite le dosi per il completamento della copertura degli ospiti delle RSA, che sono state la priorità fin dai primissimi giorni in Trentino, tanto che già ieri era stata superata la soglia dell’80%».

«La prudenza e l’attenzione con cui il Dipartimento di prevenzione di Apss ha operato sul fronte vaccinazione fino ad ora - aggiunge il dottor Antonio Ferro - ci consente di essere tranquilli sulla possibilità di somministrare la seconda dose nei tempi oggi previsti. L’auspicio è che per il periodo successivo - conclude Ferro - lo Stato italiano provveda a riequilibrare prontamente la distribuzione, in modo da evitare problemi su quanto abbiamo programmato».

 

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