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Giallo della coppia scomparsa,

indagata anche l'amica di Benno

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Un altro colpo di scena nel giallo di Bolzano. L'amica di Benno Neumair è stata iscritta sul registro degli indagati con l’ipotesi di accusa di favoreggiamento. Si tratta per lo più di un atto formale (che dovrebbe essere archiviato rapidamente) visto che è stata proprio Martina (questo il nome della bella commessa di origini argentine impiegata in un negozio del centro storico di Bolzano) a presentarsi ai magistrati raccontando quanto avvenuto la notte del 4 gennaio scorso in occasione della visita a casa sua di Benno, il figlio della coppia scomparsa, sospettato di duplice omicidio e occultamento di cadavere. La donna ha raccontato di aver lavato in lavatrice i vestiti di Benno il giorno dopo la scomparsa dei coniugi.

Peter Neumair e Laura Perselli sono spariti il 4 gennaio. Da allora di loro non si è più saputo nulla. Anche ieri sono proseguite le ricerche: in Trentino, per la precisione presso la diga di Mori. Non hanno però dato alcun risultato, l'Adige non ha restituito nessun corpo.

Gli inquirenti sono al lavoro per esaminare il pc di Benno e da Parma si attendono le risposte del Laboratorio dei Ris sui rilievi fatti nelle abitazioni e nella macchina della famiglia Neumair. Si sa già che il sangue trovato sul ponte è di Peter. 

Benno Neumair, indagato per il presunto omicidio dei due genitori, Peter Neumair e Laura Perselli, avrebbe fornito agli inquirenti la sua spiegazione di come aveva trascorso la serata di lunedì 4 gennaio: «Mi sono fermato al laghetto dei pescatori per rilassarmi» avrebbe detto agli inquirenti riferendosi ai circa 40 minuti trascorsi tra il passaggio della sua auto sul ponte Roma di Bolzano, dopo le 21, e le 22, quando la Volvo station wagon viene immortalata dalle telecamere nella galleria di Laives. In quel periodo il trentenne spegne il suo smartphone. E verso le 21 si spengono definitivamente anche i due cellulari di entrambi i genitori. Benno avrebbe giustificato questo «buco» di tempo spiegando di essersi voluto fermare al laghetto dei pescatori per rilassarsi, mentre gli inquirenti sospettano che proprio in quel momento avrebbe trasportato i corpi dei suoi genitori sul ponte di Vadena per gettarli nel fiume Adige. Si tratta ovviamente solo di ipotesi investigative, ancora tutte da verificare".

Il racconto non convince la Procura. Nel cellulare di Benno c'è anche un buco di 40 minuti.

In merito al possibile movente del presunto duplice delitto, si sta indagando sulla vita di Benno, che conviveva con i genitori nell’appartamento di via Castel Roncolo. Una convivenza che non sarebbe stata sempre priva di elementi problematici. La sorella di Benno e lo zio paterno negli scorsi giorni non si sono detti sorpresi dalla piega che hanno preso le indagini: "Siamo sconvolti, ma vogliamo solo la verità. Qualunque essa sia".

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