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Intelligente, verde, connesso, sociale e vicino ai cittadini: le strategie per il Trentino

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Uno dei nuovi tratti ciclabili realizzati a Pergine

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Sono cinque gli obiettivi strategici che compongono la Strategia di sviluppo sostenibile.

Per un Trentino più intelligente ha a che fare coi temi dell'innovazione, della ricerca, della digitalizzazione, della trasformazione economica e del sostegno alle piccole e medie imprese. Si promettono investimenti nella gestione sostenibile dei rifiuti, nella rigenerazione e nella ricerca a supporto dell'economia circolare, di digitalizzazione a favore di nuove forme di lavoro flessibili e sostenibili.

Per un Trentino più verde e privo di emissioni di carbonio punta all'energia pulita, equa e rinnovabile, agli investimenti verdi per l'adattamento ai cambiamenti climatici e per la gestione e prevenzione dei rischi ambientali. Un Trentino più verde che valorizzi la biodiversità e la rete delle sue aree protette, con una particolare attenzione alla tutela delle risorse naturali (come l'acqua) e paesaggistiche.

Per un Trentino più connesso significa investimenti nella mobilità e nelle reti di trasporto e digitali strategiche. Un Trentino connesso investe nella mobilità sostenibile, nella connettività regionale e nelle Tecnologie dell'informazione e della comunicazione, quali strumenti di inclusione e coesione territoriale e quali infrastrutture strategiche per uno sviluppo territoriale rispettoso dell'ambiente.

Per un Trentino più sociale parla di azioni e strumenti per combattere la povertà investendo nelle persone, in politiche per le pari opportunità, inclusione sociale, lotta alle diseguaglianze, equo accesso alla casa e a servizi sociali di qualità. Il Trentino più sociale è inclusivo, previene ogni forma di violenza, discriminazione e mette al centro il ben-essere e i diritti della persona.

Per un Trentino più vicino ai cittadini e alle cittadine pone attenzione alle due dimensioni di territorio: quella fisica, con un'attenta gestione degli assetti urbanistici; e quella di comunità, perseguendo uno dei principali indirizzi emersi dagli Stati generali della Montagna, e cioè garantire la vita delle comunità periferiche come fondamentale presidio territoriale a largo spettro. Gli effetti della crisi pandemica pongono lo sviluppo integrato sostenibile di fronte a due particolari sfide: la crisi sanitaria rende necessario e urgente investire in un servizio sanitario per tutti, di qualità e diffuso sul territorio; la crisi economica rende fragile il territorio di fronte alla diffusione della criminalità organizzata, dell'illegalità e della corruzione ed è pertanto necessario mettere in atto azioni di prevenzione e contrasto a questi fenomeni.

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