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Casapound? Andassero in biblioteca

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CasaPound? Mettiamoli agli “arresti” in biblioteca

Caro Direttore, diamogli almeno gli arresti domiciliari! Leggo che i controllori di FB stanno, hanno o sono in procinto di chiudere molti profili di appartenenti a Casa Pound o altri della galassia fascista in Italia. Alla buonora mi verrebbe da dire (il fascismo non è un’opinione, il fascismo è un crimine!) e a quanto pare tollerato in questo Paese fondato su un’idea vecchia, retriva, antidemocratica e razzista. Non mi dilungo sul termine “razza” che antropologicamente parlando si rivela una sciocchezza scientifica (rubo un secondo per suggerire l’obbligatorietà della mappatura personale del genoma) che chiarisca con buona pace dei suprematisti che siamo tutti scimmie, mi si passi, scese dal medesimo albero.
Mi interrogo sul perché, invece, siano presenti nelle istituzioni, sul perché si ammicchi sempre con favore a questa parte di italiani, che coltivano il demone dell’ignoranza come fosse un figlio da accudire: la Storia non si riscrive, i fatti non sono opinioni, i delitti non possono restare impuniti. E allora puniamoli questi fautori del suprematismo, della razza superiore, della tracotanza fisica e della povertà intellettuale: sì puniamoli severamente dando loro almeno gli arresti domiciliari in una biblioteca!

Enrico Dalfiume

Il problema è cosa leggono

Non amo le provocazioni così forti, anche se nella sua ironia - con l’idea degli arresti domiciliari in una biblioteca - c’è qualcosa che spinge a riflettere. Lei saprà però certamente che chi milita in questi mondi - anche se qualche eccezione c’è sempre - legge molto. Il problema, semmai, è cosa legge. Il problema è il preconcetto, il dogma, il pregiudizio, il culto di un unico credo. Continuo a pensare che le idee non debbano mai spaventare, ma un paletto, a un certo punto, va messo. Capisco dunque la scelta di chi gestisce social come Facebook e di chi continua a considerare questi movimenti e queste associazioni fuori dalla Costituzione. Non possiamo sempre considerare tutto normale. Non dobbiamo avere paura, perché gli anticorpi della nostra democrazia sono ancora forti, per fortuna, ma - ripeto - non dobbiamo nemmeno pensare che sia tutto normale.

a.faustini@ladige.it

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