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Ho in mente

una riforma elettorale

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Un lettore ha un’idea per una grande riforma elettorale: la risposta del Direttore

Ho in mente una riforma elettorale

Signor direttore, vorrei parlarle di un’idea che sarà strampalata, di un pazzo, ma come dicono a Venezia: «Se non i se mati non li volemo». Gli aventi diritto al voto saranno circa 40 milioni e dovrebbero essere circa 900 gli eletti, ma andranno alle urne forse 20 milioni quindi se ne dovrebbero eleggere 400, di parlamentari. Sì perché chi non vota non deve avere neanche rappresentanti e qui già fulmini e parolacce. Ci sono anche i resti che non dovrebbero essere assegnati a nessuno; non è giusto che io voti per un candidato o una lista e venga regalato ad un avversario o comunque non per quello che volevo io. Quindi forse gli eletti sarebbero circa 350: pochi? Io penso solo alla Camera, mentre il Senato lo assegnerei ai rappresentanti delle Regioni (nel nostro caso anche alle Province di Trento e Bolzano) e ai Comuni. Sono contro chi non vota, vanificando un diritto-dovere per il quale tanti si sono battuti ed anche hanno perso la vita. Un Paese in cui si può decidere liberamente per chi votare non deve sopportare questo oltraggio.

Renzo Magagnin

Una provocazione, ma interessante

Provocazione interessante. Ha quasi dimezzato gli attuali 630 deputati (poi ci sono i 315 senatori e i senatori a vita) con poche righe di testo. Penso anch’io che si debba sempre votare, ma considerata la continua crescita dell’astensionismo col “Magagninellum” che propone lei il Parlamento si svuoterebbe assai in fretta. Anche la riforma Renzi immaginava un Senato simile a quello a cui pensa lei (con un risparmio di costi ben superiore, essendo i consiglieri regionali già pagati), ma si sa com’è andata a finire. Leggendola, emerge ancora una volta con chiarezza quanto il problema reale riguardi il bicameralismo e non il numero dei parlamentari. E sarebbe bello poter votare su una riforma e non su una ghigliottina che potrebbe fra l’altro portare a un cambiamento tutto da scrivere (e io non amo le cose indefinite, le promesse scritte sulla sabbia). Dimenticavo: non so se ci ha fatto caso, ma chi non vota poi passa quasi sempre le giornate a contestare chi è stato eletto da chi, come noi, è invece andato a votare. Strano, no? Il diritto-dovere andrebbe esercitato con grande cura.

lettere@ladige.it

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