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Servono numeri chiari

e test per tutti

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Dati sul Covid, test rapidi e tamponi: la riflessione di un nostro lettore e la risposta del Direttore Alberto Faustini.

Servono numeri chiari e test per tutti

A proposito del Suo editoriale di domenica scorsa, ho già messo un commento favorevole sul sito dell’Adige, in coda all’articolo. Ma, per restare in tema, il presidente Fugatti si ostina con protervia a non fornire dati e numeri reali e veritieri, oltre che scientificamente verificati, sulla contagiosità del Covid in Provincia, nascondendosi dietro una valanga di dissertazioni inutili su percentuali di ospedalizzazione, resilienza (una volta si diceva resistenza, ma tant’è, l’elettrotecnica si evolve...) e così via. Più numeri, possibilmente contraddittori e più è facile prenderci per sfinimento. In tanta confusione ho veramente apprezzato il sondaggio promosso dal Suo giornale: «Positivi ai tamponi rapidi: La Provincia deve rendere pubblici i dati?». Domanda chiara, secca, puntuale. Risposte chiare, secche: 90% vorrebbe sapere la verità. Punto.
Adesso però bisogna chiudere l’operazione: rendere pubblico ed evidente il risultato. Cioè dargli il giusto gran risalto. Prima pagina, caratteri cubitali «Fugatti, la gente vuole sapere», magari con un articolo al seguito che spieghi e faccia chiarezza su numeri e soprattutto percentuali tra test effettuati, positivi, ospedalizzati e (purtroppo) deceduti. Possibilmente senza contare i doppioni (chi fa sia il molecolare che il rapido, sia contato una volta sola).
E ancora, perché non chiedere, sempre in prima pagina: Vogliamo test per tutti, come fa l’Alto Adige? Guardi, l’altra mattina stavo ascoltando Bach su YouTube. All’improvviso mi appare un banner pubblicitario, in tedesco, a caratteri rossi cubitali scorrevoli: «Südtirol testet allen -20-21-22 November 2020».
Dopo qualche ora è stato anche tradotto in italiano «Alto Adige, Tutti contro il Covid». YouTube lo guardano tutti, in Italia e all’estero, non solo in Trentino Alto Adige. I turisti sono sia italiani che tedeschi: Kompatscher e Widmann fanno un uso consapevole dell’Autonomia. Fugatti si nasconde dietro “Roma” e “il Ministero non ci chiede i dati”.

Maurizio Coppi


 

Noi non molliamo la presa

Come avrà visto, non abbiamo nessuna intenzione di mollare la presa. Vogliamo la verità sui numeri e ci auguriamo che il Trentino segua l’Alto Adige: lo screening di massa non sarà forse la soluzione di ogni problema, ma è un passo avanti fondamentale, un modo per responsabilizzare tutti i cittadini e un modo, soprattutto, per dare un volto preciso ai numeri, alla situazione complessiva.
Non sarà facile, per i cugini altoatesini, fare 350 mila test antigenici, ma già l’idea che se ne possano fare più di 200 mila a me sembra entusiasmante. Perché l’autonomia può essere anche questo: un’avanguardia che sperimenta, che osa, che non ha paura di chiedere uno sforzo a tutti gli abitanti per dare contestualmente a ognuno di loro una risposta concreta.

lettere@ladige.it

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