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Ghezzi e Zanella,

più rispetto per l’elettore

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Nel «caso Futura» tante tensioni, ma l’elettore che li ha votati merita rispetto. La lettera di una lettrice e la risposta del nostro Direttore Alberto Faustini.

Ghezzi e Zanella, più rispetto per l’elettore

Leggo sul giornale «Ghezzi lascia, in Consiglio Zanella» e la lettera aperta di Paolo Ghezzi. Mi dispiace molto di questo avvicendamento e mi fa anche arrabbiare in modo particolare per ciò che avverrà nel mio Comune dopo le dimissioni di Zanella.
Credo nella libertà di agire di ognuno, ma credo altresì nella responsabilità che un Consigliere assume dal momento in cui viene eletto in rappresentanza di cittadini che gli hanno dato fiducia. Il fatto poi che il neo Assessore e ormai anche neo Consigliere Zanella per il quale nutro stima sia come persona sia come attivista nel mondo del volontariato socio culturale, lasci il suo importante incarico di Assessore mi rattrista e anche mi infastidisce. Perchè un amministratore/politico deve sempre avere il piede in due scarpe? Sarà anche vero che Zanella in Consiglio provinciale potrà fare molto a favore dei cittadini e anche per il Comune di Trento, ma il ruolo di Assessore avrebbe potuto svolgerlo con diligenza e buoni risultati. Questo avvicendamento non mi piace così come non mi piace proprio per nulla la lettera di “giustificazione” di Paolo Ghezzi. Perchè mai una persona trova tutte le nobili motivazioni per candidarsi per poi con così tanta facilità si allontana dalla politica? E poi proprio in un momento così intenso e di difficile gestione? L’avvicendamento è un brutto segno per le Istituzioni pubbliche che vengono usate e trattate come fossero dei giocattoli di cui servirsi e poi abbandonare quando non ci piacciono più.

Thella


 

Una vicenda molto più complessa

La vicenda, come ho cercato di scrivere nel mio editoriale di lunedì, è in realtà ancor più complessa. Perché un gesto nobile (dimettersi per far entrare il secondo dei non eletti, Piergiorgio Cattani, visto che il primo, Zanella, s’era già ben accasato in giunta comunale) diventa quasi un gesto perverso nel momento in cui le ragioni di quel gesto, con la drammatica e tristissima morte di Cattani, vengono meno. Il giocattolo di cui parla lei è stato infatti usato in modo improprio solo perché Zanella, restando in giunta comunale, avrebbe spianato la strada all’ex assessore Remo Andreolli, che evidentemente andava bene in lista - per tirare su qualche voto a sinistra -, ma che, altrettanto evidentemente, non era considerato eleggibile (in quanto non in grado di rappresentare l’identità di Futura) dai suoi stessi compagni di movimento. Di qui le pressioni su Zanella affinché lasciasse il Comune (dove, a quanto sento, sarebbe rimasto moooolto volentieri) per andare in Provincia. Lo sconcerto del sindaco Ianeselli - che aveva investito su Zanella e anche su Futura - è diventato così lo sconcerto di tutti gli elettori di Futura che hanno votato Ghezzi per avere le sue idee, la sua fantasia, certo anche le sue capacità in consiglio provinciale e Zanella - per ragioni analoghe - per averlo in Comune (benché un paio d’anni prima si fosse candidato anche alle provinciali). Non posso che ripetere quanto ho scritto lunedì: non s’era mai visto un uomo che in due anni fonda e affonda un partito. Affondando, aggiungo, le tante speranze che tanti elettori hanno riposto in questo movimento e in chi l’ha lanciato (prima nell’agone della politica e poi nel cestino di una società smarrita). Pascal, che certo Ghezzi ama, ha scritto che “il cuore ha ragioni che la ragione non conosce”. Al posto di cuore, nello specifico, direi che si può mettere la parola Ghezzi.

lettere@ladige.it

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