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Candidato sindaco a Trento

il centrodestra cerca un uomo

sale Divina, giù Armanini

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Aronne Armanini è in caduta libera mentre in vista del vertice di venerdì all'interno del centrodestra si intensificano i contatti per trovare un valido sostituto da contrapporre a Franco Ianeselli nella battaglia per la conquista del municipio di Trento, come l'ha definita Salvini nella sua ultima visita da queste parti. Armanini non convince gli alleati della Lega, che apprezzano lo sforzo del segretario, Mirko Bisesti, di proporre un uomo di area e non un esponente di partito ma considerano il professore in pensione persona stimabile dal punto di vista personale ma che con i suoi 72 anni rischia di non trasmettere quell'idea di freschezza e rinnovamento indispensabile per spingere i cittadini del capoluogo a cambiare rotta dopo trent'anni di centrosinistra. Ma Armanini non suscita entusiasmi neanche all'interno del Carroccio; venerdì scorso in una affollata riunione di partito Bisesti ha illustrato la figura dell'ex prorettore dell'ateneo trentino ma la risposta dei militanti è stata piuttosto tiepida.
Accolta con applausi invece la disponibilità a candidarsi espressa da Sergio Divina, l'ex senatore che per la prima volta è uscito in prima persona allo scoperto mettendosi a disposizione di partito e coalizione. La sua candidatura era stata lanciata da un gruppo di amici, con Gianfranco Merlin in prima fila, che hanno realizzato il profilo Facebook «Divina sindaco di Trento». I like e i seguaci per la verità sono meno di 300, ma nel partito Divina ha ancora un certo seguito, nonostante i rapporti con il presidente Fugatti siano freddi. «In molti mi fanno notare - dice Merlin - che la strategia per battere un candidato "ideologicizzato e schierato politicamente" come Franco Ianeselli sia quella di contrapporre una figura esperta, rassicurante e carismatica come Sergio Divina, assisteremmo con lui ad una campagna elettorale leale, avvincente e combattuta ad armi pari».
La novità è che anche i cespugli del centrodestra, piuttosto che rischiare la sconfitta con una figura inadatta, potrebbero finire per ingoiare il boccone amaro di un candidato marchiato Lega. Ma alla fine dal cilindro sembra destinato a uscire un nome nuovo, senza tessere e non troppo in là con gli anni, tenuto gelosamente segreto fino all'ultimo per non fargli fare la fine degli altri, bruciati prima ancora di scendere in pista. Nella coalizione c'è chi insiste nel considerare in corsa il presidente della Cantina LaVis, Pietro Patton; che nei giorni scorsi si è sempre detto non interessato.


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