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Trento non turistica, è già rivolta

«Così vogliono affossare la città»

Stop anche a Rovereto e Pergine

Legge provinciale in vigore dal 5 luglio. Ecco i comuni dove i negozi possono aprire

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Trento, Rovereto e Pergine, le tre città più grosse del Trentino, sono escluse dalla lista dei Comuni ad alta intensità turistica.
Lo ha stabilito oggi la giunta Fugatti nella delibera di attuazione della legge provinciale sulla chiusura dei negozi la domenica e nei festivi, approvata in Consiglio provinciale ieri e che sarà già in vigore da questa domenica 5 luglio.

L’elenco dei comuni che potranno tenere aperto, ha riferito il presidente della Provincia Maurizio Fugatti e l’assessore Roberto Failoni, comprende 81 località per cui è prevista la deroga alla legge, a cui se ne aggiungono quattro (Dro, Madruzzo, Mori e Tione di Trento) classificati come territori ad «attrattività commerciale/turistica».

«Per definire i Comuni a vocazione turistica abbiamo applicato un criterio oggettivo, che prevede un rapporto tra il numero do presenze alberghiere e extra alberghiere nel 2019 in rapporto al numero di abitanti», ha detto Fugatti.

Si prevedono specifiche deroghe al divieto di apertura domenicale e nei festivi per le gastronomie, le rosticcerie e i panifici, i negozi di piante e fiori, automobili e mobili.

Per i Comuni che non rientrano nella lista, inoltre, le giornate di apertura in deroga sono 18 all’anno, in occasioni di grandi eventi manifestazione di richiamo.
L’elenco stabilito dalla Giunta dovrà essere approvata entro il 31 ottobre. È previsto, ha specificato Failoni, il monitoraggio sull’impatto occupazionale comportato dal provvedimento.

E a Trento è già rivolta. A partire dall’assessore all’economia del Comune di Trento, Roberto Stanchina (Patt). Prima su Facebook commenta la volontà di Failoni di non dare lo status di città turistica alla città: «È vero, lo avevano detto e lo hanno mantenuto. Sono “la Giunta del Cambiamento”» spiegando che hanno proposto di non fare di Trento città turistica.

E dice: «Pura strategia di basso livello per affossare la città e andare a elezioni dicendo che la città oggi è governata da ignoranti. Il ritorno a 30 anni fa. A voi i commenti, per capire, perché forse io non ho capito».

Poi, raggiunto al telefono, sottolinea: «Noi chiediamo che i Comuni oltre i 15.000 abitanti possano scegliere in autonomia come comportarsi. Noi diciamo, ad esempio, consentiteci di decidere entro l’anno precedente con le categorie economiche e i sindcati una programmazione sulle aperture o sulle chiusure o sul prolungamento degli orari dei negozi ad esempio di sera in estate» dice Stanchina. Ma soprattutto, sottolinea l’assessore comunale, «abbiamo il diritto di conoscere i criteri in base ai quali la Provincia decide, pretendiamo di saperlo, così come devono saperlo anche le altre città trentine».
Senza lo status turistico, sottolinea Stanchina «la città si metterà di traverso». E lancia un messaggio ai sindacati: «Loro fanno il loro lavoro, ma noi diciamo con loro vogliamo sederci e trattare insieme come aprire i negozi». Duro anche il collega di partito Alberto Pattini, capogruppo del Patt in Comune. «Oltre un milione di presenze turistiche a Trento nel 2019 e crescita pari a +5,5%. Come si fa a dichiarare Trento città non turistica? Una cosa é certa si vuole boicottarla» dice Pattini.

Dura anche Confesercenti. Il vicepresidente Massimiliano Peterlana chiarisce che «la legge sulla chiusura dei negozi la domenica creeranno danni economici che pagheremo tutti noi Perché la legge della Provincia verrà impugnata dagli ipermercati e la Provincia pagherà i danni e quindi li pagheremo tutti noi. Qui per una mera questione di consenso elettorale, andremo a pagare danni tutti noi, sia chi è a favore sia chi è contro le domeniche».
Sulla questione di «Trento turistica e del Trentino turistico», Peterlana evidenzia che «dire che Trento non è turistica è anacronistico, visto che in un anno si contano oltre un milione di presenze, e giustificare le chiusure sulla base di questa considerazione è una follia. Abbiamo tutti lavorato perché Trento diventasse città turistica e noi come Confesercenti diciamo che serve la possibilità di scegliere se aprire o meno i negozi la domenica».
Peterlana attacca frontalmente Failoni «per me un assessore al turismo che è anche un operatore del settore che dica che Trento non è turistica, è folle. Ci sarà una decisione che sicuramente sarà impugnata e sicuramente perderanno. La nuova legge porterà probabilmente voti per la prossima legislatura, ma in cambio creerà molti danni e costerà dei soldi a tutti noi. Questo agli elettori non è stato detto, lo trovo inaccettabile. Poi credo che Poli e gli altri chiederanno i danni e saranno milioni di euro che la Provincia dovrà pagare? In più ci saranno 1.000-2.000 persone che saranno senza lavoro e avranno bisogno di ammortizzatori sociali. In totale una follia totale» conclude Peterlana.

Ecco l'elenco dei comuni turistici che potranno tenere aperti i negozi.


 

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