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Fugatti deluso dal ministro Costa

«Su M49 nessuna risposta»

Intanto l'orso è ancora libero

Si è ambientato in val Calamento: pronte le trappole tubo

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A dodici giorni dalla fuga dal Casteller, l’orso M49 detto Papillon pare essersi ambientato bene nella zona della val Calamento. È da una settimana che si sposta nel Lagorai e la geolocalizzazione, possibile grazie al segnale del radiocollare, indicava ieri nella strada del Manghen l’asse centrale della vasta area in cui stava scorazzando. Ma con M49 nulla è scontato, come evidenziano i Forestali: in poche ore potrebbe raggiungere la val di Fiemme, così come attraversare il Lagorai e passare dalla val dei Mocheni alla Bassa Valsugana.

Le trappole tubo sono pronte. Nel destino di M49, che qualche giorno fa ha predato un bovino, non ci sarebbe la libertà: l’animale è problematico e, come deciso dalla Provincia, va catturato. Gli uomini della Forestale stanno attendendo che lasci le zone impervie - che per l’orso rappresentano una “zona franca” - per bloccarlo in sicurezza. Potrebbe tornare nello stesso recinto da cui è riuscito a scappare per ben due volte, nel 2019 e il mese scorso, ma il presidente della Provincia Maurizio Fugatti vorrebbe avere un confronto con il ministro dell’Ambiente Sergio Costa prima di decidere quale sarà la prossima “casa” di M49 e di altri plantigradi giudicati pericolosi, come l’orsa Jj4 che ha aggredito padre e figlio sul monte Peller e che ieri era geolocalizzata sopra Tovel.

Scoraggiato. Disarmato. Spazientito. Ma attento a non alimentare tensioni controproducenti con Roma. Maurizio Fugatti è ancora in attesa di sapere quando potrà incontrare il ministro dell’Ambiente.

Dopo la seconda fuga dal Centro faunistico Casteller di M49, avvenuta una decina di giorni fa, il governatore sperava che Sergio Costa prendesse in mano la situazione in prima persona. Come? Individuando a tempo record un luogo dove portare l’orso dopo la sua cattura.

«Sto attendendo - ha detto ieri il governatore - nuove notizie da Roma. Finora non ho aggiornamenti da darvi. Come ho già ripetuto più volte negli scorsi giorni, il Trentino non può più permettersi di tenere sul suo territorio un numero così alto di plantigradi. Abbiamo superato il livello massimo di esemplari».

Presidente, deluso da Sergio Costa?

Con il ministro, ci tengo a ribadirlo, ho un buon rapporto e in passato con lui ci si è spesso rapportati sul fronte dei grandi carnivori. Mi aspetto però ora risposte rapide. Il timore, non lo nascondo, è quello che il continuo prendere tempo sia un modo per non decidere.
Vediamo cosa succederà.

C’è il rischio di arrivare ad una rottura con il ministro?

Non la cerchiamo e non la vogliamo. Desideriamo solamente che una volta per tutte ci venga indicato dove dobbiamo trasportare gli orsi in più e quelli pericolosi. Servono delle risposte definitive.

Il capo della Forestale Romano Masè ha rimesso a lei il suo incarico. Come si muoverà l’esecutivo da lei presieduto?

Ne parleremo al più presto in giunta. Al momento non c’è altro da aggiungere. Le operazioni che si stanno portando avanti per la cattura di JJ4 e da M49 vanno avanti e la struttura che se ne sta occupando ha la mia fiducia.

Cambiamo discorso. A margine del Consiglio provinciale ha incontrato Silvano Grisenti: di cosa avete discusso?

Con Grisenti mi vedo ogni tanto, non c’è nulla di strano. Progetto Trentino fa parte delle forze di maggioranza in Provincia ed è normale dunque confrontarsi.

Avete parlato anche delle amministrative di Trento?

Non chiedetemi se Silvano Grisenti e la sua forza, che ora appoggia la candidatura a sindaco di Silvia Zanetti, verrà nella coalizione di centrodestra.
Non seguo la partita delle comunali. Penso comunque che se si dovesse arrivare ad un ballottaggio Grisenti si schiererebbe con noi.

In assestamento gran parte delle risorse sono incentrate sul capitolo opere pubbliche.

Sono di fondamentale importanza. Vogliamo accelerare nell’ambito dei lavori pubblici. In tal senso, come già avevo annunciato qualche settimana fa, abbiamo deciso di far seguire undici progetti da dei supervisori.

Esiste a suo avviso un caso Kaswalder?

Io spero che quello che è successo non si ripeta. Sono da sempre per la libertà di stampa e mi auguro che nell’ambiente del Consiglio provinciale ci sia di nuovo un clima sereno.

ECCO DOVE SONO I DUE ORSI: MONITORAGGIO DI JJ4 E M49

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