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Bimbo tolto a madre no vax:

plauso dell'ex ministra Lorenzin

Sgarbi attacca: «Una boiata»

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Anche l’ex ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, ora deputata del Pd, ha commentato la sentenza del tribunale di Trento con il giudice che ha tolto la responsabilità genitoriale (o patria potestà come veniva chiamata una volta) a una mamma trentina, convinta no vax, che non voleva vaccinare il suo bambino.

«Questa sentenza esemplare - ha scritto Lorenzin - evidenzia ancora una volta che i figli non sono proprietà dei genitori ma come riconosciuto dalla Carta del Fanciullo sono titolari di propri diritti incomprimibili e il giudice in un ordinamento moderno e avanzato tutela l’inviolabilità dei diritti in capo al bambino anche di fronte ai genitori. Il diritto alla salute è uno di questi diritti e quando come in questo caso l’irrazionale convincimento del genitore mina l’integrità e la salute del bambino il giudice interviene.Dobbiamo comprendere che in questa fase oltre al rischio SARS-CoV-2 rimane intatto il rischio delle altre infezioni, quelle che devono essere debellate da vaccinazione obbligatoria».

La deputata Pd, ministra della salute nel governo Letta e, successivamente, nel governo Renzi e in quello Gentiloni, aggiunge che «la sentenza ci aiuta anche nel dibattito sulla sicurezza nazionale alla luce della stagione autunnale che ci prestiamo ad affrontare dove ci troveremo a fronteggiare sia la consueta sindrome influenzale sia i crescenti focolai di Covid».

Le parole di Lorenzin hanno suscitato la reazione di Vittorio Sgarbi, presidente del Mart e anche lui parlamentare, che ha commentato: «Le parole delle Lorenzin sono vergognose. Strappare un figlio alla propria madre naturale è un atto di inaccettabile violenza. Di chi sarebbero i figli se non di chi li ha concepiti? Ma come si può affermare una simile boiata?»

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