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Ordinanza su bar e ristoranti

Sindacati e Pd contro Fugatti

«È soltanto propaganda»

Cgil, Cisl e Uil: «Un clamoroso autogol, e lo pagano le imprese»

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L’ordinanza di Fugatti sugli orari di bar e ristoranti? «Per evitare questo clamoroso autogol sarebbe bastato che il presidente Fugatti copiasse il testo del collega Kompatcher, invece per fare il primo della classe è finito dietro la lavagna. E la cosa più grave è che saranno le imprese e i lavoratori a pagare le conseguenze di questa situazione di totale indeterminatezza. Imprese e lavoratori già pesantemente provati dalla crisi, dalla chiusura totale della primavera scorsa e dalle prospettive incerte del prossimo futuro» scrivono in una nota unitaria i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil del Trentino Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti, in merito all’impugnazione dell’ordinanza emessa dal presidente trentino annunciata dal ministro Francesco Boccia.

Sul caso, interviene anche il PD: «Lunedì, subito dopo l’emanazione dell’ordinanza provinciale, abbiamo scritto che condividevamo la scelta del presidente Fugatti di tenere aperti i bar e i ristoranti più a lungo e di proseguire la scuola in presenza, augurandoci - e augurando a tutti i trentini - che questa fosse una decisone seria, presa in certezza di diritto, cioè sapendo di poterlo fare veramente. Perché se il governo ha sempre detto di operare in maniera straordinaria con i dpcm per tutelare la salute pubblica di tutta la nazione, è chiaro che questo deve valere anche per noi. Fin dall’inizio della pandemia, nella primavera scorsa, lo Stato ha sempre precisato che le Regioni, anche quelle speciali, possono intervenire con proprie ordinanze solo se più restrittive per la sicurezza sanitaria rispetto ai provvedimenti nazionali; non è dunque scontato poter avere margini di manovra provinciali in senso invece più allargato.
Quello che ci dispiace è che in un momento così delicato come quello che stiamo attraversando, il presidente agisca in modo propagandistico invece che responsabile. Abbiamo il sospetto che voglia spesso dimostrare di essere più bravo del governo, senza poterselo permettere e questo purtroppo rischia di ingannare cittadini e lavoratori, illudendone le aspettative. I tempi difficili richiederebbero senso di responsabilità, non approssimazione e mistificazione» scrive in una nota la capogruppo del Partito Democratico del Trentino in Consiglio provinciale a Trento, Sara Ferrari.

Che cosa ha detto Boccia: «Nel momento in cui ripetiamo che l’esigenza di anticipare l’orario di chiusura dei locali, per ridurre la mobilità dei cittadini, è stata dettata da stringenti esigenze di emergenza sanitaria nazionale, ribadiamo che le decisioni di derogare alle misure del dpcm minano i principi di uniformità di norme atti a garantire la sicurezza dei cittadini e la salute pubblica. È sempre possibile, come abbiamo più volte sottolineato, adottare sui singoli territori misure più restrittive», ha detto ieri il ministro Boccia.
«Con l’aumento esponenziale di contagi e l’aumento delle vittime, rinnovo ancora una volta la richiesta di massima collaborazione», conclude Boccia.

La risposta di Fugatti: 

«Non possiamo che prendere atto della decisione del governo, ora spetterà alle autorità competenti stabilire la legittimità o meno del provvedimento.
Noi crediamo che la nostra sia un’ordinanza legittima anche perché suffragata da basi solide e scientifiche sotto l’aspetto sanitario perché approvata dalla nostra Azienda sanitaria.
Conseguentemente crediamo che questa sia anche un’azione lesiva verso il nostro territorio, nel senso che il Trentino i propri pazienti si li è curato da solo nel periodo difficile della pandemia, siamo stati in grado di uscirne e abbiamo fatto anche delle operazioni innovative nell’ambito sanitario in queste ultime settimane. Quindi, vedere questa prevaricazione crediamo sia sbagliato nei confronti del territorio trentino». Lo dice in una dichiarazione video inviata all’ANSA il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, in merito all’annuncio del ministro Francesco Boccia sull’impugnazione dell’ordinanza emessa dal presidente trentino, che ha carattere meno restrittivo rispetto al dpcm del governo.

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