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Mvt- Il campione trentino di sempre

Settima sfida: Dallapè vs Vettori

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Nuova sfida tra campioni del nostro sondaggio “Mvt - Il campione trentino di tutti i tempi”: oggi è tra la tuffatrice campionessa olimpica Francesca Dallapè e il lottatore Marvin Vettori. Nel duello precedente per una manciata di voti Lorenzo Bernardi ha battuto Michele Tomasi.

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Francesca Dallapè. 

Francesca Dallapè non ha certo bisogno di presentazioni, ma forse non tutti sanno che il suo avvicinamento ai tuffi è avvenuto un po’ per caso: «Avevo 6 anni e stavo facendo un corso di nuoto scolastico proprio con Giuliana Aor, che poi sarebbe diventata la mia allenatrice. In quelle lezioni invece che imparare a nuotare continuavo a tuffarmi, allora Giuliana ha scritto un biglietto ai miei genitori per portarmi a provare un allenamento di tuffi».

Nell’amore per i tuffi Francesca è stata aiutata anche dalla pratica di altri sport affini: «Oltre al nuoto, ho praticato ginnastica artistica che mi ha aiutata tantissimo nella preparazione fisica, poiché molti gesti atletici in aria assomigliano a quelli dei tuffi».
Di lì a poco iniziano ad arrivare le prime soddisfazioni con le convocazioni ai campionati europei giovanili del 2003 e 2004: «Non ho mai avuto un modello da seguire - ammette Francesca - osservavo le atlete più grandi di me che facevano tuffi più difficili per prendere spunto. Sicuramente Tania Cagnotto, anche se solo di un anno più grande di me, era un punto di riferimento e rappresentava per un obiettivo da raggiungere».
Dal 2009 inizia il dream team dei tuffi sincronizzati dal trampolino 3 metri, che porterà al domino europeo la coppia Cagnotto-Dallapè per 8 anni consecutivi: «Sono stati anni bellissimi, dove la nostra fame di vittorie era sempre presente. Per uno sportivo la riconferma è sempre la parte più difficile, se arriva significa che stai lavorando bene con determinazione, caparbietà e costanza».
Il 2009 è stato anche l’anno dei mondiali in casa: «Quella gara a Roma è stata la più magica di tutte, la porterò sempre nel cuore. La tensione si è fatta sentire, ma dall’altra parte ero carica e volevo fare bene per non deludere le tantissime persone in tribuna che facevano tutte il tifo per me, è stato bellissimo una scarica pazzesca di adrenalina dopo ogni tuffo».
Dopo i momenti belli, alle Olimpiadi di Londra 2012 arriva uno dei risultati più difficili da accettare nella carriera di Francesca: «Tutti gli atleti dicono che le sconfitte fanno crescere, anche se subito dopo la gara con Tania abbiamo fatto dei ragionamenti frettolosi. Analizzando tutte le motivazioni del caso, avevamo capito che non era giunto ancora il momento di lasciare, e abbiamo cominciato tutto dall’inizio. Col senno di poi è stata la scelta migliore, se si insegue un sogno bisogna mettercela sempre tutta».
E infine la medaglia olimpica tanto sognata e sperata arriva nel 2016: «Già a Londra sapevamo di poterci giocare l’argento con il Canada, a Rio ogni singolo tuffo veniva pensato e preparato. In gara tutto il resto scompariva, avevamo solo la visualizzazione di come deve effettuato il tuffo. Da mesi pensavo a come avrei reagito di fronte a un’altra delusione, ma ho continuato ad allenarmi per cercare il tuffo perfetto. Ovviamente lo staff tecnico è stato fondamentale, ci ha aiutato a arrivare fisicamente e mentalmente al top per farci evitare quanto accaduto quattro anni prima».

Marvin Vettori. 

Marvin Vettori nel 2015 è stato il più giovane italiano di sempre a debuttare in Ufc (Ultimate Fighting Championship: la più importante organizzazione nel campo della Mma) e il quarto lottatore italiano di sempre a competervi, dopo fighter importanti Alessio Sakara, Ivan Serati e Alessio Di Chirico. Agli inizi della sua carriera il lottatore trentino ha lottato per Ultimate Challenge Mma e l’italiana Venator FC, della quale è stato anche campione dei pesi welter nel maggio 2015.
Vettori, già da quattro anni nell’eldorado della Mma (Mixed Martial Arts: combattimenti dentro a una gabbia durante i quali i fighters possono utilizzare tutte le tecniche), ha praticato sport sin da bambino: «Sono sempre stato un ragazzo molto sportivo - spiega l’atleta di Mezzocorona -. Ho fatto calcio come praticamente tutti i ragazzi della mia età, poi sci e anche ciclismo. Ho iniziato con gli sport da combattimento fin da bambino e già all’età di 3 anni ho iniziato a praticare Yoseikan Budo, un tipo di arte marziale che insegnava mio padre. A 15 anni ho iniziato a cimentarmi nell’Mma, ho fatto anche boxe e a 19 anni sono volato a Londra, in Inghilterra, per formarmi nella prestigiosa palestra London Shootfighters, con l’intento di diventare un campione di Mma. Faccio tuttora ciclismo per la preparazione fisica».
Vettori non ha eroi in particolare, ma non ha mai nascosto una certa ispirazione data dal lottatore Fedor Emelianenko. «È un atleta russo fortissimo, che per una decina di anni ha dominato la Mma. Quando ero bambino guardavo i match di Emelianenko e la passione è nata così». Un fighter raggiunge la piena maturità in media attorno ai 30 anni, Vettori a 26 ha già sette combattimenti all’attivo in Ufc, l’olimpo delle Mma dov’è considerato uno dei pesi medi emergenti. «Sogno di diventare campione Ufc e portare la cintura in Italia - confessa il fighter -. Le soddisfazioni più grandi sono state la chiamata e il conseguente esordio in Ufc, che in Italia pian piano si sta facendo conoscere. Mi rende orgoglioso essere il più giovane italiano a entrare in Ufc, primo italiano a esordire con una vittoria prima del limite, senza dimenticare la cintura Venator. Io sono convinto che non ci sia talento senza il duro lavoro. Ho buone doti fisiche ovviamente e questo mi dà una grossa mano, ma è frutto di un grande allenamento e dello studio di ogni minimo particolare. Il duro lavoro fa la differenza per combattere con consapevolezza».
Marvin Vettori, prima che il coronavirus fermasse tutto lo sport, era pronto a combattere a Londra contro Darren Stewart. Avrebbe inseguito la terza vittoria di fila che gli avrebbe fatto scalare il ranking, inseguendo la rivincita con l’attuale campione Israel Adesanya, che due anni fa l’aveva battuto ai punti ma con un verdetto contestatissimo. «È più difficile parlare delle delusioni più cocenti - conclude Vettori -. Faccio lo sport che ho sempre voluto fare e sto continuando il mio sogno. Se proprio devo scegliere direi le “split decision” contro Adesanya e Akhmedov».

 

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