Italia / La mobilitazione

Sciopero generale, Cgil e Uil: "Per un fisco più equo, posti di lavoro più sicuri e politiche industriali più forti"

Oggi, 16 dicembre, scatta l'iniziativa indetta dai due sindacati per contestare la manovra di bilancio varata dal governo Draghi. Sono esclusi i settori della scuola, della sanità e le Poste. Previste cinque manifestazioni, a Roma Milano, Bari, Cagliari e Palermo

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ROMA. In piazza per dare voce al lavoro e per ottenere risposte sui grandi temi aperti, dal fisco alle pensioni alla precarietà. Cgil e Uil rilanciano le ragioni dello sciopero generale, che oggi, 16 dicembre, vedrà otto ore di astensione dal lavoro e cinque manifestazioni - a Roma con i segretari generali Maurizio Landini e Pierpaolo Bombardieri, a Milano, Bari, Cagliari e Palermo - contro una manovra giudicata inadeguata e ingiusta.

Insistono sulla necessità di dialogo con il governo.

Ma il premier Mario Draghi assicura: «Da parte del governo non c'è stata alcuna volontà punitiva verso i sindacati. C'è volontà di colloquio, confronto e ascolto».

Non a caso è già convocato il tavolo sulle pensioni lunedì a Palazzo Chigi.

Intanto Cgil e Uil si preparano a manifestare «insieme per la giustizia» e rigettano le accuse di uno sciopero politico e di aver spaccato il Paese, oltre che l'unità sindacale.

Al loro fianco in piazza non scenderà la Cisl e nemmeno i partiti presenti in Parlamento, a eccezione di Sinistra italiana che è l'unico a sostenere apertamente la scelta: «Ci saremo», dice il segretario nazionale Nicola Fratoianni.

La Cisl, che manifesterà sabato con lo slogan «Più sviluppo, più lavoro, più coesione sociale. La responsabilità in piazza», torna a smarcarsi dalla scelta dei cugini. Per il segretario generale Luigi Sbarra, «alla base dello sciopero ci sono ragioni un po’ generiche e approssimative» e apprezza i primi risultati ottenuti dal confronto con il governo.

Non è strada giusta nemmeno per il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi: «Mi rattrista molto questo sciopero generale» perché, dice, «in una legittima diatriba tra sindacato e governo viene penalizzato il mondo del lavoro». Da ex sindacalista della Cgil, «non l'avrei proclamato» dice l'attuale viceministra delle Infrastrutture e presidente di Italia viva, Teresa Bellanova: il Paese «ha già troppe lacerazioni».

Ma è al mondo del lavoro e alle sue richieste che invece Cgil e Uil vogliono dare voce.

Quella dello sciopero «oltre che coraggiosa, è una scelta che conferma l'autonomia delle organizzazioni sindacali» e che «non divide», anzi «è uno strumento di solidarietà che unisce» i lavoratori, sostiene Landini. Basta attacchi, «permetteteci di esercitare un diritto costituzionale» ribatte Bombardieri.

Fisco, pensioni, politiche industriali, contrasto alla precarietà e alle delocalizzazioni sono tra i punti critici della legge di bilancio contestati da Cgil e Uil. Ed è proprio sulle pensioni che, dopo lo sciopero, lunedì a Palazzo Chigi si aprirà il confronto del governo con Cgil, Cisl e Uil per avviare il percorso di riforma della legge Fornero. Gli spazi per ulteriori interventi in manovra sono ristretti, potrebbe rientrare una norma sull'Ape sociale per gli edili, prevedendo di abbassare da 36 a 30 gli anni di contributi necessari per accedere all'anticipo pensionistico.

Partirà invece un tavolo, per rivedere le regole per l'uscita dopo Quota 102 che varrà soltanto nel 2022.

Lo sciopero di oggi interessa i lavoratori pubblici e privati, dalla Pa all'industria, ed i servizi, a partire dai trasporti.

Per questo motivo sono a rischio treni, aerei, bus e metro, ma nel rispetto delle fasce di garanzia.

Si fermano anche i rider.

Sono esclusi, invece, i lavoratori della sanità, pubblica e privata, con i servizi collegati, comprese le Rsa, esonerati fin dall'inizio dalla protesta per salvaguardare il diritto alla salute dei cittadini in questa fase di emergenza pandemica.

Lo sciopero non riguarderà neppure la scuola che ha già incrociato le braccia venerdì scorso.

Gli studenti, invece, saranno in piazza insieme ai pensionati.

Esentati dalla protesta, dopo i rilievi del Garante degli scioperi, sono infine i servizi ambientali e le Poste, alle prese con la scadenza del pagamento Imu.

Lo stop riguarderà invece i trasporti, e provocherà inevitabili disagi per chi dovrà spostarsi all’interno e fra le città.

Nel trasporto ferroviario, lo stop per il personale viaggiante ed addetto alla circolazione dei treni, compresi gli addetti alle attività di ristorazione e pulizia, va dalla mezzanotte alle 21, nel rispetto delle fasce di garanzia dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21 e dei treni garantiti per la media e lunga percorrenza.

Nel trasporto aereo, il personale navigante delle compagnie e gli addetti alle attività operative degli aeroporti, compresi i controllori di volo, scioperano per un turno nell’arco della giornata, nel rispetto delle fasce di garanzia dalle 7 alle 10 e dalle 18 alle 21.

Nel trasporto pubblico locale, invece, sempre nel rispetto delle fasce di garanzia, lo sciopero interessa bus, metro, tram e ferrovie concesse, nelle principali città (ad esclusione di Venezia e Bari), secondo modalità diverse.

Nel settore marittimo, si ferma il personale di traghetti e navi, ad eccezione delle linee essenziali di collegamento con le isole.

Stop inoltre di un turno di lavoro nel trasporto merci per gli autotrasportatori, gli addetti alla logistica, i corrieri espressi, gli addetti delle cooperative di facchinaggio, il personale delle agenzie marittime ed i rider.

Nelle autostrade si ferma il personale, da quello dei caselli agli addetti alla manutenzione e alla viabilità per un turno di lavoro.

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