Prelievi ematici, l'allarme del Partito democratico: "Attese fino a 2 settimane dopo le rassicurazioni di Tonina"
I consiglieri provinciali Zanella e Parolani: “L'11 febbraio, l'assessore Mario Tonina aveva assicurato che il problema era stato risolto, con i tempi di attesa magicamente ridotti a 1-2 giorni alla vigilia della discussione parlamentare. Tuttavia, appena due giorni dopo, la situazione è precipitata nuovamente”
TRENTO. I consiglieri provinciali del Partito Democratico, Francesca Parolari e Paolo Zanella, hanno presentato un'interrogazione urgente “per denunciare i persistenti e gravi ritardi nelle prenotazioni dei prelievi ematici senza RAO in Trentino”. “La vicenda – scrivono i due esponenti di minoranza – ha assunto contorni paradossali quando, dopo una prima segnalazione in aula l'11 febbraio, l'assessore Mario Tonina aveva assicurato che il problema era stato risolto, con i tempi di attesa magicamente ridotti a 1-2 giorni alla vigilia della discussione parlamentare.
Tuttavia, appena due giorni dopo, la situazione è precipitata nuovamente. Il 13 febbraio i tempi d'attesa erano già tornati a livelli inaccettabili: a Trento si arrivava fino al 3 marzo al CSS (18 giorni), al 25 febbraio al Crosina e al 24 febbraio a Villa Igea (11 giorni). A Rovereto l'attesa era di 11 giorni (24 febbraio), a Pergine di 18 giorni (3 marzo), mentre ad Arco e Riva del Garda si doveva aspettare fino al 25 febbraio (12 giorni). Non meglio la situazione ad Ala e Levico Terme con prenotazioni disponibili solo dal 26 febbraio (13 giorni)”.
E aggiungono: “A distanza di altre due settimane, nonostante un lieve miglioramento, i tempi rimangono critici in tutte le strutture provinciali. Al 26 febbraio, a Trento si registrano attese di 13-14 giorni (11-12 marzo) sia a Villa Igea che al Crosina e al CSS. A Rovereto e Pergine l'attesa è scesa a 9 giorni (7 marzo), così come a Riva del Garda e Levico Terme. Restano invece 12 giorni di attesa ad Arco e Ala (10 marzo)”.
Nel loro atto ispettivo, i consiglieri democratici si domandano “se l'apparente risoluzione fosse solo un intervento di facciata per il tempo necessario alla discussione in aula” e ipotizzano inoltre che, “una volta appreso dello sblocco temporaneo, la corsa alle prenotazioni abbia nuovamente congestionato il sistema, evidenziando l'insufficienza degli slot disponibili”.
I rappresentanti del Pd chiedono spiegazioni all'assessore provinciale alla Salute sulle reali cause di questa situazione, sollevando dubbi sulla funzionalità del sistema di prenotazione e sull'adeguatezza dell'offerta per una prestazione essenziale come il prelievo ematico. Particolare preoccupazione desta il fatto che il problema interessi non solo il capoluogo ma tutti i principali centri della provincia, configurando una crisi di sistema nella gestione delle prenotazioni sanitarie trentine.