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Bar, ristoranti e bistrot

il grido d'allarme:

"Il dpcm ci fa chiudere"

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Le tre organizzazioni di rappresentanza del settore della somministrazione di bevande e alimenti chiedono «interventi rapidi e significativi. Le restrizioni introdotte dagli ultimi Dpcm mettono in stato di lockdown l’intero comparto della somministrazione. La chiusura alle ore 18.00, significa rendere impossibile o quasi il proseguimento dell’attività. Molti clienti lavorano in modalità smart working ormai da mesi e da lunedì scorso, con l’inizio della didattica a distanza, abbiamo pochissimi studenti».

«Ci sono dei bar, bistrot e ristoranti nella nostra Provincia che lavorano solo la sera e non dimentichiamo la chiusura totale di sale giochi e simili. Questo Dpcm ha messo ulteriormente in ginocchio tutto il comparto. Riteniamo che Governo e Provincia debbano intervenire subito: servono ristori adeguati, soluzioni per gli affitti e per il credito, una cassa integrazione che possa essere utilizzata in maniera uniforme, per tutti i dipendenti (anche per quelli che sono stati assunti nel periodo estivo) e anche per i lavoratori atipici. Il DL Rilancio, il DL Ristoro, hanno previsto interventi di contribuzione a fondo perduto», prosegue la nota di Fiepet del Trentino, Associazione pubblici esercizi del Trentino e Associazione ristoratori del Trentino.
«Siamo pronti a condividere l’impegno nazionale finalizzato alla salute pubblica - in sintesi, il messaggio delle tre rappresentanze della categoria - ma abbiamo bisogno di una pronta erogazione dei sostegni economici. Necessitiamo di tempi certi per poter programmare il futuro», conclude la nota.

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