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Coronavirus, ecco l'ordinanza provinciale

scuole chiuse e niente gite scolastiche,

annullato lo sport e le feste al chiuso

Non sono vietate le sfilate all'aperto, ma il Carnevale rischia

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La Provincia di Trento stringe la "morsa" contro il coronavirus: tutte le scuole resteranno chiuse fino a martedì (quindi anche gli asili nido), stop alle gite scolastiche e agli eventi sportivi al chiuso almeno per i prossimi tre giorni. Sì al carnevale, ma solo all'aperto. Sono queste le misure - previste nell'ordinanza che il presidente Maurizio Fugatti ha firmato ieri sera - messe in campo per prevenire la diffusione del virus sul nostro territorio.

Al momento non si segnalano casi sospetti in Trentino. Ma - come detto - sono già arrivate le prime misure restrittive, che sono da ritenersi temporanee: se ci sarà un caso positivo in Trentino, questo porterà a provvedimenti ben più gravi, mentre un rallentamento della crescita dei numeri di contagi in Lombardia e in Veneto potrebbe essere seguito da un progressivo ritorno alla normalità.
Le sfilate di carnevale oggi si potranno fare: ma c'è il divieto assoluto per qualsiasi evento sportivo al chiuso. E c'è chi ha deciso di non rischiare, come nel caso di Arco. E la Provincia raccomanda ai cittadini di non recarsi nelle zone dove si sono registrati casi di contagio e di evitare in genere luoghi e situazioni di particolare affollamento.

L'ordinanza è stata emessa ieri sera alle ore 22, e veicolata anche attraverso sms falla Protezione Civile del Trentino. Essa si intitola: "Primi interventi urgenti di protezione civile in relazione all'emergenza relativa al rischio sanitario connesso con l'insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili".

Per cominciare, essa richiama il quadro normativo e le leggi applicate; poi ricorda che "Vista l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n 630 del 3 febbraio 2020, recante "Primi interventi urgenti di protezione civile in relazione all'emergenza relativa al rischio sanitario connesso con l'insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili” e, in particolare, l'articolo 6, ai sensi del quale le disposizioni di cui all'ordinanza si applicano alle Province autonome di Trento e Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione, e che prevede che per i territori delle Province di Bolzano e Trento, le misure previste dall'ordinanza siano disposte, d'intesa con il Capo del Dipartimento della protezione civile, dalla provincia autonoma competente nel rispetto degli statuti e delle relative norme di attuazione" e "Considerato: Che con deliberazione del Consiglio dei Ministri del 31 gennaio 2020 è stato dichiarato, per sei mesi lo stato di emergenza sul territorio nazionale in conseguenza del rischio sanitario connesso all'insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili, rilevando quindi la necessità di intervenire con mezzi e poteri straordinari; 

Che deve risultare integrata la definizione di caso sospetto finora utilizzata, includendo anche aree ad alto rischio collocate in regioni limitrofeChe è ormai attuale il rischio connesso ad agenti virali trasmissibili, che debbono, con immediatezza di intervento, essere fronteggiate con mezzi e poteri straordinari da impiegare durante limitati e predefiniti periodi di tempo; Che il contesto emergenziale impone l'assunzione immediata di iniziative di carattere straordinario e urgente finalizzate ad acquisire la disponibilità di personale, beni e servizi; Che proprio in ragione dell'urgenza di intervenire a seguito del manifestarsi di casi contagio in alcune Regioni dell'Italia del nord non è stato possibile avviare procedure formali di interlocuzione con il Consiglio delle Autonomie locali i riferimento agli interventi ordinariamente rientranti nella competenza dei Comuni e gli organi universitari con riferimento alle misure riguardanti l'Università medesima e che tuttavia tali soggetti sono stati consultati per le vie brevi; 

Che i luoghi chiusi in cui si concentrano più persone, specie se provenienti da aree geografiche diverse e in particolare da quelle con casistica effettiva o sottoposte a misure quarantenarie, possono rappresentare un fattore di rischio per la possibile propagazione del contagioChe, per quanto possibile, è opportuno limitare gli spostamenti al di fuori del territorio provinciale; 

Che vi è la necessità di introdurre misure di prevenzione adeguate rispetto al principio di precauzione che ispira le misure di sanità pubblicaRitenuto comunque opportuno limitare la durata di alcune delle misure adottate, al fine di consentire una più approfondita valutazione della situazione in essere e di monitorarne l'evoluzione, anche sotto il profilo epidemiologico; Rilevato che le altre misure disposte troveranno applicazione fino a nuova disposizione; 

in via d'urgenza, ORDINA 

la chiusura dei servizi socio educativi pubblici e privati per la prima infanzia per le giornate del 24 e 25 febbraio 2020

la sospensione delle attività didattiche dell'Università degli Studi di Trento, Istituto Agrario San Michele, Fondazione Bruno Kessler, per le giornate del 24 e 25 febbraio 2020 e la chiusura delle biblioteche universitarie e delle aule studio per le giornate del 23, 24 e 25 febbraio 2020

l'applicazione sul territorio della Provincia autonoma di Trento delle misure previste dall'ordinanza n. 630 del 2020 e delle successive ordinanze statali ad oggi adottate, ammettendo motivatamente le deroghe all'ordinamento provinciale corrispondenti alle deroghe all'ordinamento statale previste dalle medesime ordinanze, in particolare per quanto necessario a disporre l'impiego delle strutture e i necessari lavori di adattamento per la gestione dell'emergenza in premessa, l'acquisto di attrezzature sanitarie, dispositivi medici e farmaci e l'attivazione del personale medico necessario nonché dei volontari ai quali vengono riconosciuti i benefici di agli articoli 39 e 40 di cui al D.lgs. n. 1 del 2018.

lo svolgimento, con decorrenza immediata, con procedure di somma urgenza, delle attività connesse con la gestione e/o l'isolamento dei soggetti da sottoporre obbligatoriamente a quarantena rientranti da aree a rischio, dei soggetti che hanno avuto contatto con i soggetti sintomatici, con soggetti sintomatici che non necessitano di ricovero ospedaliero, nonché dei pazienti che abbisognano di ricovero ospedaliero

l'annullamento delle manifestazioni ludico o sportivo a carattere straordinario che si svolgono in luoghi chiusi e per le quali si prevede l'aggregazione di un elevato numero di persone

la sospensione delle gite scolastiche al di fuori del territorio provinciale sul territorio italiano. 

Il presente provvedimento contingibile e urgente è pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione nonché sul sito istituzionale della Provincia autonoma di Trento ed è trasmesso tempestivamente in copia, a cura del Dirigente Generale del Dipartimento competente in materia di protezione civile, al Commissario del Governo per la provincia di Trento, alla Questura di Trento, ai Comandi Provinciali dei Carabinieri e della Guardia di finanza ed ai Comuni stessi".

Il Trentino - secondo il presidente della Provincia e la task force antivirus - ha fatto di tutto per prevenire il contagio e per preparare il protocollo per la gestione dell'emergenza che potrebbe scattare. E finora ha "tenuto" molto la comunicazione, anche se al numero 112 gli operatori sono sommersi da richieste di informazioni (il recapito giusto è il 1500) e sono arrivate anche tante "suppliche" da Lodi per poter arrivare in Trentino a fare il tampone alla ricerca di sintomi influenzali. Spiega Giancarlo Ruscitti, dirigente generale della sanità in Provincia: «Ogni misura per isolare un eventuale focolaio sarà fatta per salvare tutto il Trentino». Ma speriamo di non arrivare a mettere in atto questa fase.

L'ordinanza non si occupa delle feste allpaperto (come le sfilate di Carnevale), che quindi non sono vietate. Ma molti sindaci ed organizzatori le stanno comunque annullando - ad esempio oggi non vi sarà la seconda sfilata di Arco- 

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