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Il Tar blocca la condanna a morte

dell'orsa JJ4. Sospesa l'ordinanza

che prevede l'abbattimento

Fugatti rilancia: «Noi lavoriamo per la cattura, è pericolosa»

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Niente condanna a morte, almeno per ora, per l'orsa JJ4, protagonista dell'aggressione a padre e figlio il 22 giugno sul monte Peller.

Il Tar di trento ha infatti sospeso l'ordinanza di abbattimento firmata dal presidente Fugatti dopo l'aggressione. Si tratta di una decisione cautelare: nel merito, i magistrati decideranno alla fine del mese.

Contro tale ordinanza avevano fatto ricorso le associazioni animaliste e ambientaliste.

Un altro ricorso è stato annunciato dal ministro Costa.

Ecco il comunicato delle associazioni:

Con un Decreto del Presidente, su ricorso delle associazioni LAC, LAV, LIPU, LNDC e WWF, il TAR di Trento ha sospeso l’ordinanza che disponeva la cattura e l’uccisione dell’orsa JJ4-Gaia.

“Un grandissimo risultato che ora obbliga il Presidente della Provincia di Trento Fugatti, a disattivare le gabbie di cattura e richiudere i fucili del Corpo Forestale nei loro armadi, nessuno potrà torcere un pelo all’orsa - esultano le associazioni animaliste e ambientaliste che unite hanno proposto il ricorso contro l’ordinanza ora sospesa.”

Il decreto del TAR chiarisce che la decisione di uccidere l’orsa non sarebbe proporzionata ai fatti accaduti, ancor di più perché lo stesso Pacobace prevede anche altre azioni “energiche” che però non contemplano l’uccisione dell’orsa.

Il TAR ha fissato per il 30 luglio l’udienza per la trattazione collegiale della richiesta di sospensiva.

“Ringraziamo l’avvocato Claudio Linzola del foro di Milano che con il suo ricorso ha consentito di raggiungere questo deflagrante risultato! – concludono le associazioni – ora la Provincia di Trento deve avviare programmi per favorire la pacifica convivenza fra orsi e cittadini come previsto dallo stesso Pacobace”.

Soddisfazione è stata espressa dal ministro Sergio Costa su Facebook: «La lotta per la vita è una lotta che non ha e non deve avere colori di appartenenza. Grazie per il vostro lavoro che ha portato a questo risultato. Sono al vostro fianco per salvare ogni vita!». 

Mentre il governatore Maurizio Fugatti non sembra avere alcuna intenzione di continuare la guerra e si augura che sia proprio il ministro dell'Ambiente a togliergli le castagne dal fuoco, infatti dichiara: 

«Il ministro ci dica dove dobbiamo portare gli orsi pericolosi e gli orsi in sovrannumero. Ci assumiamo anche le spese del trasporto ma il ministro ci dica dove portarlo. Noi lavoriamo per la cattura».
«Il Tar in via cautelare dice che non può essere applicato l’abbattimento ma che si devono individuare altri metodi come la cattura per successiva captivazione o la cattura per il radio marcaggio. Ne prendiamo atto e attendiamo il merito del provvedimento. Il tema - ha aggiunto Fugatti - è che i casi di pericolosità sono sempre maggiori, quindi mi aspetto che il ministero che indichi dove portare i soggetti pericolosi. I numeri che abbiamo sono superiori rispetto a quelli che possiamo gestire. È un bene che il ministro intervenga ma noi non vogliamo attendere il prossimo trentino aggredito da un orso», ha detto ancora il governatore.

Il decreto del presidente del Tar di Trento


 

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