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No a mascherina e distanze:

la protesta con un nastro bianco

del Comitato scuola reale

 

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l movimento spontaneo a favore di una Scuola reale, che in 11 giorni in pieno lockdown nella provincia di Trento ha raccolto più di 6.000 firme cartacee per chiedere un ritorno in classe senza distanziamento né mascherine, in vista del primo giorno di scuola lancia l’iniziativa “UN NASTRO BIANCO PER UNA SCUOLA REALE”.

«Indossiamo un nastro bianco per comunicare silenziosamente, - scrivono in una nota i rappresentanti del Comitato per una Scuola reale, che ha come referente Chiara Agostini, - ma con tutta la forza della nostra coscienza, che i bambini hanno il diritto di vivere in contatto con gli altri e di crescere nella gioia. Invitiamo coloro che condividono i principi espressi nella nostra petizione a portare al braccio un nastro bianco come simbolo di resilienza, lotta non violenta e come manifestazione della volontà di difendere l’inviolabile integrità umana di bambini, ragazzi e adulti, finché non saranno tolte le regole di distanziamento e l’obbligo dell’uso della mascherina».

Queste in sintesi le motivazioni:


1. La situazione odierna non è quella di aprile

2. L’obbligo di mascherina a scuola puo’ avere conseguenze che vanno tenute in considerazione

3. Un utilizzo scorretto della mascherina puo’ essere rischioso. interrogativi su smaltimento e conseguenze ambientali di 11 milioni di mascherine al giorno

4. Gestione dei sintomi influenzali a scuola: rischi psicologici e di ordine pubblico: mancata proposta di alternative meno traumatiche rispetto ai tamponi

5. Distanziamento e limitazioni di movimento impediscono un pieno sviluppo di bambini e ragazzi tutelato da trattati internazionali

6. Un ulteriore aggravio psicologico dopo il lockdown


Il Comitato con la protesta vuole dire dunque basta a «questo prolungamento dello stato di emergenza politico e psicologico non scevro di interessi».

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