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Storia della lupetta menomata, uccisa dalla grande nevicata, e degli uomini che hanno provato a salvarla

Sfinita ed affamata, rintanata in un anfratto nel bosco, è stata raggiunta e portata dal veterinario, ma era tardi

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Ci hanno provato fino all'ultimo, veterinari e e uomini della Polizia Provinciale di Vicenza, a salvare quella lupa del Monte Grappa. Nata con una malformazione ad un zampa, e quindi già “debole” nella lotta per la sopravvivenza nel branco, era arrivata allo stremo con la grande nevicata di dicembre. Fino a rifugiarsi in un anfratto, per ripararsi dal freddo, ma ormai incapace di reagire.

Quando gli agenti che osservavano il branco l'hanno scoperto, sono intervenuti con una complessa operazione, ma hanno trovato un animale allo stremo.

Come scrive il veterinario Massimo Nicolussi in un post su Facebook per dirle addio: “Con i tuoi 12 kg non sembravi più un lupo: i tuoi fratelli ormai grossi e robusti pesano quasi il triplo di te... La menomazione alla tua zampa in un inverno particolarmente rigido e nevoso è stata determinante: la natura, scrigno di perle di  bellezza ed armonia, è stata avara e crudele con te. La forte e recente nevicata  ha ulteriormente rallentato il tuo incedere, la debolezza fisica ti ha un po' alla volta consumata. Spettacolari credo fossero le battute di caccia dei tuoi famigliari a cervi, caprioli e camosci, le cui spoglie l'intero branco faceva sicuramente sparire tra le fauci in un batter d'occhio. A te, che penso arrivassi ogni volta al banchetto  con un certo ritardo, della "cacciagione"non rimanevano che le ossa e qualche tendine . Ormai le carni saporite e succulente delle tue normali prede dovevano essere per te un lontano ricordo. Qualcuno da qualche settimana ti aveva notata e segnalata... Solo un cacciatore di passaggio però aveva visto il  tuo nascondiglio, comunicando la cosa agli agenti. Non è stato difficile ma nemmeno così semplice recuperarti, con l'aiuto di una leggera narcosi. Dopo la terapia d'urgenza all'arrivo in Clinica, hai avuto  un piccolo cenno di ripresa: i tuoi occhi, quasi più "umani" dei nostri, color nocciola, caldi, mi scrutavano, sembrava nascondessero un'anima, un'anima lupina. Ce lo aspettavamo che saresti potuta andartene da un momento all'altro, come poi è successo, anche se ognuno di noi nutriva dentro di sé una piccola speranza. Ringrazio tutta la squadra per il supporto, l'organizzazione e il grande entusiasmo profuso. Questa volta non ce l'abbiamo fatta a salvarla  ma abbiamo fatto del nostro meglio”.

Una storia senza lieto fine. Ma la legge della Natura e della selva, questa volta, non ha avuto pietà. La lupetta del Grappa è morta nonostante le cure. Ma i suoi fratelli e sorelle corrono liberi nel bosco, e ritornerà la primavera.


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