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La Trento del 2030, mobilità e urbanistica

Visioni e obiettivi dei candidati sindaco

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Come immaginate Trento nel 2030? È la domanda che abbiamo fatto agli otto candidati sindaco di Trento per capire quali sono le loro idee e i loro progetti in campo urbanistico, della mobilità e dell'uso del territorio. Ecco le risposte.

MARCELLO CARLI
La Trento del 2030 dovrà essere una città accogliente, inclusiva, competitiva ed a misura di persona.
Sarà una Trento competitiva nel settore dei congressi internazionali perché sarà stato realizzato il nuovo centro congressi internazionale a Trento nord, collegato con la metropolitana di superficie del tratto urbano della Trento Malè. La mobilità avrà una componente importante nel car sharing, ed una tramvia porterà da Trento nord a Trento sud, passando accanto al nuovo ospedale che nel frattempo sarà stato realizzato – speriamo. Le piste ciclabili saranno aumentate, collegheranno anche i sobborghi e saranno sicure, in sede propria e tanta gente si sposterà con la mobilità leggera.
Trento sarà anche una città alpina, perché in Bondone si potrà salire con la funivia. L'interramento della ferrovia e della stazione sarà in corso di realizzazione, perché i tempi di finanziamento e di realizzazione saranno stati proporzionali all'entità dell'opera. I professionisti di Trento staranno progettando in concorso fra loro l'utilizzo e l'arredamento urbano delle aree liberate dai binari, per metterle a disposizione della città e della sua qualità di vita. Piazza Dante ed altre piazze della città avranno acquisito una nuova veste sociale e la città sarà davvero cresciuta ed in costante fermento, economico, sociale e culturale. Lo sport sarà dotato di in cittadella dedicata a Trento sud ed avrà un nuovo stadio, sempre a Trento sud.

ANDREA MERLER
Nel 2030 Trento dovrà essere rinnovata e internazionale. Per questo lavoreremo sin da subito al nuovo Prg, che promuoverà sempre uno sviluppo sostenibile in una città dalla mobilità totalmente ripensata. Quindi sì all'interramento della ferrovia. Sulle aree liberate dall'interramento, immaginiamo servizi e spazi di mobilità che però – a differenza di quanto la sinistra non ha saputo fare sull'area ex Michelin - conservino quale esempio di architettura industriale e ferroviaria una traccia dell'esistente. Proponiamo inoltre la redazione di nuovo Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) e un collegamento forte Nord-Sud con un nuovo utilizzo della ferrovia Trento-Malè con più fermate lungo via Brennero, corridoi verdi per raggiungerle, e maggiori passaggi. Intendiamo poi procedere con la realizzazione di una metropolitana di superficie denominata NORDUS tra la stazione dei treni e il futuro Nuovo Ospedale Trentino (NOT) e la nuova urbanizzazione di Trento Sud. Ancora, realizzeremo grandi parcheggi nella prima corona della città, nelle aree ex Sit, ex Italcementi per evitare traffico parassitario e consentire ai cittadini di trovare più agevolmente un posto auto. Sempre all'ex Italcementi, noi immaginiamo un'ampia riqualificazione che offra alla destra Adige la funivia, la nuova passerella con tapis roulant sopra il fiume, il parco fluviale, il nuovo studentato, il polo espositivo, il Museo del TrentoDOC, la galleria d'arte contemporanea e il parcheggio multipiano (minimo 2.000 posti auto) propedeutico ad un ampliamento della zona ZTL.

FRANCO IANESELLI
Immagino Trento nel 2030 verde e tecnologica. Per l'interramento della ferrovia i tempi sono maggiori, ma il Comune avrà sfruttato questi 10 anni per innovare il proprio sistema della mobilità e per farsi trovare pronto, potenziando il trasporto pubblico e pianificando urbanisticamente le nuove aree liberate con la scomparsa dei binari. Lo stesso vale per la tramvia che vogliamo percorra l'asse nord-sud della città, un progetto nuovo, realizzabile, del quale abbiamo uno studio di fattibilità in mano e che avrà il valore duplice di rappresentare uno strumento di mobilità ecologica e di consentire un progetto di rigenerazione urbana su Trento nord. Nel frattempo realizzeremo subito il progetto metrobus con la corsie preferenziali in via Brennero e i relativi parcheggi scambiatori. Trento deve diventare una città multimodale, dove ci si avvale di diversi mezzi di trasporto tra loro integrati. Dove anche le consegne e la logistica in centro storico sono affidate a mezzi elettrici o a cargo-bike; che mette al centro il tema dell'accessibilità universale: le possibilità di spostamento e di utilizzo degli spazi da parte di persone con disabilità. Per quanto riguarda la ZTL va sicuramente mantenuto l'attuale perimetro e valutata semmai una sua espansione. Mentre nel 2030 vedo una destra Adige che fa ormai parte del centro città, collegata a via Verdi attraverso una passerella pedonale e ciclabile, dotata di una area verde con spazi gioco ma anche per concerti ed eventi, un'area dov'è insediata l'università e c'è il previsto parcheggio scambiatore per 1500 auto. E poi il sogno nel cassetto: un parco fluviale.

FRANCO BRUNO
Nel 2030 Trento sarà in guerra come tutto il mondo. Dal punto di vista urbanistico una città piccola come questa dovrebbe sfruttare di più il fiume Adige. Sulle sponde andrebbero fatti locali a sbalzo e realizzate spiagge; inoltre bisognerebbe farlo diventare navigabile, come a Vienna e in Germania, anche a uso turistico. Per il resto tante ciclabili per fare usare di più la bicicletta e tutti dovrebbero fare più sport (e più sesso).

FILIPPO DEGASPERI
L'interramento è il perno attorno al quale ruoterà la Trento del 2030. Riappropriamoci di uno spazio di 40 campi da calcio per restituire ai trentini un anello metropolitano completo che, valorizzando Campomarzio, attraversi la collina Est e percorra la città sul sedime liberato. L'interramento sarà l'occasione per ricucire le lacerazioni urbane acuite dall'indifferenza del Centrosinistra, per investire in spazi verdi pedonali (comprese le aree Sloi dove immaginare anche il mercato coperto) oltre che in una ciclabile Nord Sud completa e dignitosa rispetto agli odierni mozziconi spacciati per piste. Le varie componenti del TPL (bus che considerino il comfort dei passeggeri, che corrano in corsie preferenziali con precedenza assoluta eliminando anche i golfi che rallentano le corse, ascensori, ciclabili, funivia) faranno sistema con l'anello metropolitano, dando un senso compiuto alla nostra strategia. Rendendolo concorrenziale ed accattivante, i cittadini sceglieranno il TPL riducendo la pressione e favorendo la convergenza sull'allargamento della ZTL. Piedicastello deve vivere tutto l'anno e non deve ridursi a parcheggio o fiera episodica. Bene il verde, le residenze e il commercio. Gli spazi espositivi avranno senso se sfruttati sempre. Entreremo nel merito del PRG per togliere le drammatiche modifiche inserite con finalità elettorali, per sostiture l'interesse generale ai favori e per attuare finalmente il consumo zero, preservando le aree agricole senza doverle poi recuperare con bonifiche agrarie che sventrano intere colline.
CARMEN MARTINI
Interramento della ferrovia sia per riunire quartieri spezzati in due, sia per togliere l'inquinamento acustico e gli altri problemi ambientali.
Sui terreni liberati un grande parco verde cittadino sul modello di città europee, ma preferiamo pensare al coinvolgimento della cittadinanza in un concorso di idee e referendum per la valorizzazione della zona. No a nuovo consumo di suolo.
Una Trento può funzionare con un trasporto pubblico efficiente, veloce, energeticamente sostenibile con l'estensione della gratuità del servizio pubblico urbano a tutti i cittadini.
Una metropolitana di superficie o di una rete efficiente di mezzi, che colleghi gli estremi nord-sud della città e che vadano potenziati i collegamenti con le zone di collina.
Il Nordus sfrutterebbe la linea ferroviaria della Trento/Malé prolungandola fino a Mattarello.
Migliorare è la costruzione e manutenzione di piste ciclabili dedicate e sicure.
Armonizzazione dei tracciati del trasporto pubblico, garantendo collegamenti rapidi fra i punti nevralgici della città, come l'ospedale, la stazione, i poli universitari e l'estensione ovunque di marciapiedi. Tutto questo con le risorse europee.
Sulla Ztl pensiamo che vada bene com'è ora, forse qualche piccolo aggiustamento.
Sulla destra Adige sarà necessario valutare con attenzione il progetto complessivo. Bene un centro polifunzionale usufruibile dai cittadini per eventi culturali, musicali, espositivi, aggregativi, un collegamento ciclopedonale con il centro, spazi per la socialità giovanile, senza speculazioni come le Albere.
GIULIANO PANTANO
L'interramento della linea ferroviaria passeggeri e della stazione è un fatto positivo per recuperare il legame con il Fiume Adige. Per le aree guadagnate a nuova funzione, la suggestione a cui si rimanda è quella di un parco lineare su modello del Giardino del Turia a Valencia, uno spazio verde con zone ludiche e sportive nella natura ricreata, percorsi ciclabili e pedonali.
Per quanto riguarda il trasporto pubblico si tratta di fare gli investimenti che servono lasciando perdere quelli secondari come funivia del Bondone (inutile e costosa) e cremagliera per Mesiano (insignificante e parziale). Il Ring è interessante ma "pesante" dal punto di vista ambientale per quanto riguarda la collina est: sarebbe il caso di approfondire il progetto. Il tutto con l'introduzione generalizzata della gratuità del trasporto pubblico per i residenti e per tutti gli studenti e lavoratori che in città vivono, studiano e svolgono attività.
A questa prima fase può seguire quella della realizzazione della tramvia nel suo primo tronco da Lavis a Piazza Dante e ritorno, incentrata su via Brennero e Via Bolzano ridotte ad una sola corsia per senso di marcia per i veicoli privati o trasporto merci.
In Destra Adige serve un nuovo progetto ambientalmente compatibile che non svilisca il quartiere storico di Piedicastello, e che allacci relazioni con la futura area liberata dall'ex stadio Briamasco, con il Palazzo delle Albere. La Ztl va allargata all'intero perimetro storico non ancora raggiunto (quello delle antiche mura.
Servirà un muovo Prg con una visione più alta e di lunga prospettiva con un disegno a scala "umana" e non più di automobile.
SILVIA ZANETTI
Costruzione del nuovo ospedale: va sollecitata la Pat per l'avvio del progetto, lascierà libera un'area molto vasta comprendente: il vecchio santa Chiara, il lido Manazon e tutte le proprietà pubbliche circostanti, bisognerà ragionare sul da farsi con il contributo della cittadinanza. Nell'arco di tempo dei dieci anni che sono a disposizione prima di giungere al 2030, riuscire a realizzare, come prima ipotesi di confronto, una nuova cittadella dello sport con un relativo lido (degno di questo nome) comprendente una piscina olimpica e la sede per le molte associazioni che operano nel settore sportivo, sarebbe sicuramente un'opera quanto mai necessaria.
L'interramento della ferrovia, presente nel nostro programma nella parte che riguarda la mobilità della città è un progetto importante. Le aree che verranno a crearsi dovranno essere utilizzate con molta attenzione, evitando speculazioni edilizie. Ascoltare i cittadini, anche su questa ipotesi, sarà un passaggio obbligato per poi proporre un concorso di idee internazionale.
Un altro intervento non rinviabile è il prolungamento della Trento Malè fino a Mattarello il che permetterà il raggiungimento anche del nuovo ospedale attraverso questo sistema di mobilità.
La destra Adige in corrispondenza dell'ex Italcementi dovrà avere una doppia funzione, con la costruzione di un parcheggio di attestamento per la nuova funivia del Bondone e un centro congressi con annesso polo fieristico, inserendola come percorso turistico che riguarderà il rilancio della montagna.

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