Bronchiolite, meno casi dopo l’immunizzazione: tutti i numeri
La malattia colpisce soprattutto bambini sotto il mese di vita e il direttore del Dipartimento transmurale pediatrico Massimo Soffiati mette in guardia dal fatto che ancora non si è fuori dal periodo epidemico e l'immunizzazione sui nuovi nati continua fino a fine marzo.
TRENTO. Negli inverni 2022/2023 e 2023/2024 in Trentino 321 bambini sotto l'anno di vita, circa il 4% dei nati totali, hanno richiesto l'ospedalizzazione a causa della bronchiolite causata dal virus sinciziale. Di questi il 20%, 58 pazienti, è stato successivamente ricoverato in Terapia intensiva neonatale. La campagna di immunizzazione avviata lo scorso autunno ha fortemente ridotto questi numeri.
«A gennaio abbiamo avuto pochi ricoveri per virus respiratorio sinciziale e in febbraio sicuramente meno degli anni scorsi. Quindi il numero di casi è notevolmente diminuito anche se per avere dati certi si dovrà attendere la fine di marzo», spiega il direttore del Dipartimento transmurale pediatrico Massimo Soffiati. Tra i bambini che si sono ammalati anche qualche immunizzato, qualcuno cioè che aveva già ricevuto il monoclonale.
«Abbiamo avuto dei ricoveri di bambini che avevano effettuato l'immunoprofilassi. In alcuni casi perché non aveva ancora fatto effetto il farmaco in quanto ci vogliono dieci giorni dalla somministrazione per avere la copertura. In altri casi erano bambini ai quali era stato somministrato il farmaco ma questo non ha una copertura del 100% e c'è sempre una percentuale di piccoli pazienti che non risponde. In molti casi la malattia è arrivata comunque in forma più attutita. Solo in una piccola percentuale di casi, nonostante l'immunoprofilassi, i neonati hanno contratto forme acute».
La malattia colpisce soprattutto bambini sotto il mese di vita e Soffiati mette in guardia dal fatto che ancora non si è fuori dal periodo epidemico e l'immunizzazione sui nuovi nati continua fino a fine marzo. «Attualmente abbiamo 5/6 bambini ricoverati in pediatria e 2 in terapia intensiva neonatale», dice Soffiati.
Numeri minori rispetto allo scorso anno quando si era arrivati a punte di 10-12 ricoveri in pediatria e 4-5 in neonatologia con necessità di trasferire i pazienti fuori provincia perché i posti in terapia intensiva neonatale non era più sufficienti. Va detto che l'adesione alla campagna di protezione contro il virus sinciziale è stata molto alta.
«Del 90% - conferma il direttore Soffiati - maggiore a quella che si pensava tanto che abbiamo dovuto recuperare fiale in altre regioni perché avevamo finito le scorte»In ospedale veniva proposto l'anticorpo monoclonare ai nuovi nati mentre quelli nati dal 1° aprile al 31 ottobre 2024 hanno ricevuto l'invito a recarsi nei centri vaccinali territoriali dell'Apss.
«Per questi la copertura è stata dell'80,1% - spiega la dottoressa Maria Grazia Zuccali - L'anticorpo ha un'efficacia di 6 mesi e viene somministrato al primo anno, salvo che per i bambini ad alto rischio che lo ricevono anche al secondo».
La campagna di immunizzazione gratuita per i nuovi nati è al suo primo anno. L'obiettivo - raggiunto stando alle prime proiezioni - era quello di tutelare la salute dei più piccoli e di ridurre la pressione sugli ospedali, limitando i costi e l'impatto sul sistema sanitario della malattia.