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Mvt - Il campione trentino di tutti i tempi
La finalissima: Dallapè vs Merli
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La finalissima per conquistare la corona di “Mvt - Il campione trentino di tutti i tempi” è tra la tuffatrice Francesca Dallapé e il pilota di cronoscalate Christian Merli.

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Francesca Dallapé. 

Dopo le 5 fasi eliminatorie del concorso Mvt Francesca Dallapè approda alla finalissima, come nel suo sport raggiunge la finale dopo 5 stupendi tuffi dal trampolino.
Quali riscontri ha avuto da concorso?
«Quella del concorso è stata una bell’idea in un momento di difficoltà generale. È stato un ottimo modo per parlare di sport e tenere vivo il ricordo dei successi. Mi sono appassionata dopo ogni turno e la voglia di vincere confesso che mi è venuta, un plauso a Magnini poiché la semifinale è stata sofferta».
Si aspettava un successo simile?
«Ho riscontrato un affetto generale, mi ha fatto piacere che la gente porti un bel ricordo di me: significa che sono apprezzata. Secondo me i risultati non sono solo arrivati come atleta, ma con il concorso è emersa anche la mia personalità».
Chi l’ha sostenuta di più nel concorso?
«La mia famiglia, i miei colleghi tuffatori di tutta Italia e gli atleti dell’Esercito».
Ci aveva confessato che l’Mvt per Lei fosse Lorenzo Bernardi (peraltro nel tuo stesso lato del tabellone, ndr), ora che lo ha battuto che emozioni prova?
«Sono rimasta stupita dell’eliminazione di atleti tipo Bernardi, Nones e Moser, poiché ho sempre reputato loro come sportivi che hanno fatto la storia. E quindi sono ancora più contenta di essere in finale».
Poche donne in gara, ha influito il voto femminile?
«Ai quarti mi sono accorta di essere l’unica atleta rimasta e mi sono detta che sarebbe stato bello vincere, essendo anche meno donne selezionate nel concorso. In quel momento ho sperato di arrivare alla fine per tutte le sportive che sono a livello degli atleti uomini».
Che consigli si sente di dare a una bambina che vuole iniziare a tuffarsi?
«I tuffi sono uno sport impegnativo che richiede tanto impegno, costanza e coraggio (panciate e schienate sono all’ordine del giorno), ma anche molto divertente. Aumentare la difficoltà del tuffo è una sfida continua con se stessi, che da tanta soddisfazione. Non si deve pensare che ci sono persone che ti guardano e ti giudicano, bisogna salire sul trampolino per tuffarsi al meglio e senza pensieri».
Questo sport è un buon allenamento per la vita.
Dopo i tuffi cosa farà?
«Diventare allenatrice non era quello che un tempo sognavo, ma ora appagata a livello di carriera mi piacerebbe trasmettere la passione e l’impegno sul bordo vasca».
Potremo vederla in televisione?
«Non lo escludo. Finora non ho avuto richieste, ma il mio sport mi ha insegnato a buttarmi in tutto ciò che mi propongono. Al momento mi diverto gestendo i miei profili social».
Possibilità di impegno in politica?
«Forse non risulterei così simpatica come appaio nei tuffi, ma a prescindere dal partito politico vorrei impegnarmi per il bene dello sport».
Tuffi e automobilismo, due sport spettacolari, cosa invidia al suo avversario?
«Ho provato una Ferrari a Monza, è stato emozionante schiacciare il pedale e sentire che ti arriva questa botta di accelerazione. Al mio avversario invidio il coraggio di tenere l’acceleratore schiacciato, io non riuscirei ad andare così veloce. Anche nei tuffi c’è l’accelerazione, ma dipende dal mio corpo, per averne un po’ di più devo lavorarci tantissimo. Nei due sport la paura e l’adrenalina non passano mai, quando vado sul trampolino la paura c’è, anche tutt’ora mi serve coraggio perché non tutto mi viene automatico».
Ultimo appello: perché votare Dallapè? Perché dovrebbe essere l’Mvt?
«Sono orgogliosa di me stessa, sto coi piedi per terra, non sono una che se la tira. Potrei essere l’esempio di ragazza semplice, non provengo da una famiglia di sportivi, ma la mia determinazione mi ha reso famosa».

 


Christian Merli. 

Dopo le cinque fasi eliminatorie del concorso Mvt, Christian Merli al volante della sua Osella si schiera per affrontare la finalissima. Nessuno s’aspettava che un rappresentante dello sport dei motori arrivasse così in alto.
Christian concorda?
«Esatto. Nemmeno io me lo aspettavo, considerando i campioni in lizza. È una bella cosa, perché viviamo in una provincia straordinaria dove prevalgono sport come calcio, sci, corsa, volley, basket e ciclismo. Abbiamo posti stupendi. Per assurdo sono in finale il motorsport ed una campionessa che s’allena al chiuso in piscina. Comunque vada, passa il messaggio del nostro sport. Inaspettato. Sono strafelice.
Quali riscontri ha avuto dal concorso?
«Innanzitutto è stata un’ottima idea che ci ha distratti dalla terribile pandemia. Ho avuto tanto affetto ma sicuramente non m’aspettavo di arrivare sino qui. Nelle prime sfide avevo sparso solo la voce, mentre poi il tutto è cresciuto autonomamente. Sfide all’ultimo voto. Non ci credevo».
Significa quindi che non si sarebbe mai aspettato tale risultato?
«Certo che no. Pensavo a Moser, Bernardi, Simoni o Bettega. Quest’ultimo è il mio idolo e credo sia stato punto di riferimento per tutti i piloti. È partito da zero come me ed è arrivato ad essere ricordato come il top. Lo hanno detto Ninni Russo e Cesare Fiorio, due nomi illustri nel mondo dei motori. Attilio è un gigante sia come uomo sia come pilota. Non ci crederai, ma ho sempre votato per lui. Sono imbarazzato nell’averlo superato. Tra l’altro in questi giorni ero in pista per dei test e la mia mente era altrove. Ora cercherò di lottare anche per lui».
Quindi difficile il duello con Attilio Bettega?
«Ho faticato a trovare l’energia per pubblicizzare il mio nome, ma ormai la macchina s’era messa in moto. Meritava sicuramente lui la vittoria. Abbiamo tutti un ricordo, delle letture fatte su di lui e se siamo arrivati fin qui è merito suo. Unico, velocissimo, umile. Lo abbiamo sempre visto come riferimento ed è stato il nostro idolo. Non era un figlio d’arte. Avrei preferito sicuramente sfidare altri campioni, non una leggenda come Attilio».
Chi l’ha sostenuta maggiormente?
«Noi gareggiamo in tutta Europa e Facebook è stato utile. Amici, tifosi, parenti ed avversari. Importante dare visibilità ai motori».
Tra l’altro negli ultimi tre anni lei è stato gran protagonista nelle cronoscalate.
«Tre anni fa, nel 2018 abbiamo vinto il Campionato Europeo, il Tricolore, il Fia Master Hill Climb e la Trento - Bondone. Nel 2019 altra vittoria dell’europeo, e primo in Gruppo E2 SS, le monoposto, sia in Europa sia in Italia. Dopo anni di sacrifici abbiamo conquistato la vetta. Fantastico».
Quest’anno?
«A causa della pandemia abbiamo fatto una sola gara in Croazia e siamo saliti sul gradino più alto del podio. Confido si possa riprendere, ma in totale sicurezza».
Cosa ammira nella sua diretta sfidante, la tuffatrice olimpionica Francesca Dallapè?
«Pratica uno sport di grande sacrificio con allenamenti quotidiani in piscina. Ha una volontà ferrea, grande costanza e coraggio. È uno spettacolo vederla in sincronia con Tania Cagnotto. C’è uno splendido feeling tra loro. Sono fantastiche. In entrambe le discipline c’è adrenalina».
Christian, lei si tuffa?
«Certo e prendo spanciate che si sentono per tutta la valle. A volte decido di buttarmi dall’alto, ma quando sono lassù m’accorgo di non aver valutato bene l’altezza. Comunque, dopo qualche indecisione, mi butto. Mi diverto».
Perché votare Christian Merli?
«È raro che il mondo dei motori arrivi così in alto. Partecipiamo a cronoscalate, dove il minimo errore lo porti sino all’arrivo. E se sbagli non ci sono vie di fuga. Facciamo tanti sacrifici. Ecco perché votare per l’automobilismo».

 

 

 


LA SITUAZIONE NEI TABELLONI

 

Tabellone parte sinistra

Tabellone parte destra

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